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| I progetti dedicati alla cultura a Noepoli |
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3/12/2019 | Cultura e tradizioni, in questo ambito l’amministrazione comunale, con il suo primo cittadino Francesco Antonio Calabrese, sta portando avanti, grazie a un finanziamento regionale, un lavoro di ricerca e di recupero del ricchissimo patrimonio dell’antico stato di Noia. Vecchi laboratori, antichi e nobili mestieri cercheranno di riprendere fiato e nuova linfa vitale con il tempo, ma ora ci si concentra in modo particolare sull’antico dialetto, una ricchezza, la vera anima di una comunità che ha radici profonde. Il progetto è stato presentato alla cittadinanza attraverso un percorso di immagini che prendono il visitatore per mano e lo accompagnano tra i misteriosi luoghi dell’abitato, a contatto con la natura, con belle architetture, graziosi e misteriosi cortili, dove la storia si legge e si respira ovunque. Il dialetto, da queste parti, continua ad essere lingua parlata, ma è anche la vera anima del luogo, accompagna da secoli il vissuto, la vita quotidiana, i giorni tristi come quelli di festa. Tradotto in immagini, permette al turista o meglio agli ospiti, ai visitatori, di immergersi in un mondo fatto di presente e passato, di realtà e fantasia, dandogli la possibilità di leggere la “noiesità” segnata e profonda sui visi che si incontrano . Il progetto, dunque, vuole dare la giusta dimensione e importanza a una “lingua” viva più che mai, con la quale ci si continua ad esprimere. Un lavoro che vede in campo istituzioni, esperti dell’arte, della lingua, della letteratura, artigiani e cittadini che lavoreranno a stretto contatto, con l’obiettivo di conservare e di trasmettere un patrimonio inestimabile. Si parte con i murales: colori, figure che con le antiche mura diventano un tutt’uno, parlano una sola voce, quella della memoria e dell’arte, grazie a un maestro del luogo, Vincenzo Blumetti, un artista riconosciuto ed apprezzato. Nel murale “U munnë i Rusënellë”, si trasforma in immagini la poesia di Raffaele Carlomagno, anch’egli nojese, in grado di raccontare in versi storie e momenti di vita fissati negli occhi, nel cuore e nella memoria sin da bambino, versi che in Italiano si possono ascoltare attraverso i “Qr Code”, che in questo caso diventano ponti di cultura. L’opera esalta le sensazioni, dà ancor più vigore e anima ai colori, alle pennellate, alle storie. In questi vicoli, sensazioni, poesia e tecnologia, realtà e fantasia non hanno contorni ben delineati, frammenti di passato cercano spazio in un mondo che ormai fa fatica ad ospitarli, ma è un mondo che con forza si vuole conservare e nel quale è ancora possibile ritrovarsi. La consigliera comunale con delega alla cultura, Giovanna Lopetz, ha presentato il progetto, sottolineandone l’importanza. “Le immagini, le tradizioni popolari, il dialetto – ha spiegato - sono beni da tutelare e valorizzare, attraverso i quali è possibile rilanciare una comunità che vuole resistere allo spopolamento e vede, anche e soprattutto attraverso la cultura, i beni culturali, le proprie radici, il turismo, una possibilità di lavoro e di riscatto”.
Vincenzo Diego
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