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Al CSP di S. Arcangelo, Lacorazza racconta il suo nuovo libro

29/08/2019

“Il miglior attacco è la difesa”, il nuovo libro di Piero Lacorazza, raccontato dallo stesso autore, presso il circolo ARCI di Sant'Arcangelo. Costituzione, territorio e petrolio, i temi trattati, grazie anche alle discussioni introdotte dal presidente della fondazione Basilicata Futuro, Giovanni Casaletto, Nicola Cavallo assieme a Teresa Pellegrino della direzione Arci CSP Sant'Arcangelo e, le domande di una platea molto interessata, nella quale molti ragazzi/e hanno voluto farne parte. Tra aneddoti e informazioni accompagnati dai relativi documenti e quindi, non campati in aria, il libro in questione intende portare alla luce del sole, tutte quelle dinamiche che comprendono gli interessi reali riguardanti le estrazioni sul territorio, dagli anni del governo Monti, fino ad oggi. Lacorazza infatti, afferma di “non aver fatto sconti” ma anzi, per citare un suo passaggio, a proposito del centro ENI in Val d'agri, dice: l'errore più grande è stato non controllare le matrici dello stato ambientale prima di dare il via, al contrario di quanto fatto invece, a Corleto”. Ed è così che al termine dell'incontro, abbiamo posto delle domande all'interessato: partiamo dalla domanda forse meno classica, ma che meglio può, in un breve pensiero, sintetizzare il suo lavoro. Perchè si dovrebbe acquistare il libro di Piero Lacorazza? “Bella domanda! Allora rispondo dicendo che attraverso questo libro si possono individuare molte cose che riguardano il futuro della Basilicata dal petrolio, alll'ambiente, il lavoro, lo sviluppo locale e, soprattutto, per evitare che si ripetano gli errori del passato, dove si fanno le scelte da Roma, senza tener conto del parere delle comunità locali”. Dal 2011, l'anno in cui dice di aver iniziato le sue battaglie, ad oggi, ci sono dei risultati ottenuti? “Si infatti il libro serve esattamente a raccontare che le battaglie più delicate intraprese, come quella che riguarda il referendum contro l'articolo 38 dello sblocca Italia, l'abbiamo vinta, perchè in molti pensano di aver votato il solo quesito delle trivelle in mare, dove il quorum non è stato raggiunto e quindi si è perso, ma in realtà non è così. Quando sedici milioni di italiani e la maggioranza dei lucani vanno a votare, vuol dire che finalmente il tema energetico è uscito da qualche stanza del palazzo ed è entrato nel dibattito pubblico dei cittadini, quindi la prima vittoria è questa, ma quella più sostanziale è stata determinata dal fatto che molti non sanno, che noi abbiamo votato su un solo quesito ma in realtà quelli proposti erano sei, ma grazie a noi quindi, il governo è stato costretto a fare marcia indietro e si è votato solo su uno. Ad oggi la più grande soddisfazione, è che tutte le le strategie energetiche nazionali da quel referendum in poi dovranno tener conto dei pareri e delle posizioni delle comunità locali”. E' un libro che può dare diciamo fastidio a qualcuno? “Può dare un bel po' di fastidio, perchè nel libro racconto degli episodi che possiamo definire piccanti. Questo lo reputo un manifesto di libertà, dato che puoi fare alcune battaglie se non hai scheletri nell'armadio, se sei una persona libera e se ami la politica e il tuo territorio. Se avessi dovuto pensare alla mia carriera politica, come hanno fatto altri, avrei dovuto fare altre scelte”. Per questo è stato spesso accusato di aver fatto la guerra all'interno del suo stesso partito (PD)?: “sempre nel libro viene dimostrato come il tema del PD non c'entra, ma contano le norme. Non sono uno che è contro le riforme, basti citare lo statuto di legge di Basilicata con la proposta che porta la mia firma, la legge elettorale che abolisce il listino dei nominati e apre alle preferenze alle donne, la legge che taglie le indennità ai consiglieri regionali o taglio dei vitalizi quando io ero in consiglio, tutte a mia firma, quindi sono stato sempre pronto al cambiamento e l'ho dimostrato”. In Basilicata si critica molto l'estrazione del petrolio però alla fine,molti lucani sembrano voler sorvolare su alcune problematiche per via della quantità di lavoro che porta. Il suo pubblico da che parte sta? “il pubblico di cui avverti maggiormente la voce, è quello con la sensibilità ambientalista maggiore, quello che non senti è quello che ha una sensibilità per il lavoro. Questo è sicuramente un elemento di conflitto tra i lucani, quindi la politica dovrebbe capire che c'è un punto dove oltre il quale non si può andare, quindi si deve rafforzare i controlli e creare delle opportunità più estese. Non è che sono tutti contro, perchè ci sono molto imprese che lavorano, quindi bisogna trovare il giusto punto d'incontro ed è per questo che io mi sono battuto per evitare che lo stato centrale mettesse i piedi in faccia al territorio”. Con una battuta, come possiamo definire il suo libro? “una difesa, uno scudo è, Lacorazza!”.

Carlino La Grotta

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