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| Giovanni Cabassi, il 5 agosto a Matera inaugurazione della mostra "L'Albero |
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3/08/2019 | C’è qualcosa di incredibilmente bello nel quotidiano di ciascuno di noi. Può essere la nostra casa, la nostra famiglia, o addirittura noi stessi. Perché non occorre cercare troppo in là per immortalare la Grande Bellezza. Lei sta lì, nelle piccole e grandi cose che ci circondano. È ciò che ha pensato Giovanni Cabassi quando ha scelto come soggetto di un importante lavoro fotografico la sua famiglia. “L’albero. Genealogia recente di una Famiglia milanese” è il titolo della mostra del noto fotografo milanese che sarà presentata a Matera il 5 agosto alle 18.30, presso Palazzo Viceconte, nell’ambito della rassegna fotografica Coscienza dell’Uomo. Un progetto che si compone di ben 122 scatti, di cui vedremo una selezione, tutti dedicati alla rappresentazione di una famiglia comune, in cui adulti e bambini si relazionano, si mettono in posa, si sorridono, restituendo a chi li osserva una piacevole e quasi inusuale sensazione di benessere. Semplice e unica, come solo la propria famiglia può essere. Davanti al ritratto di David, al sorriso di Francesco e Giovanni, o alla posa gradevolmente retrò di parte della grande famiglia Cabassi, la sensazione è quella di calore, di tepore familiare, quasi come se quegli occhi vispi o quei sorrisi timidi li conoscessimo tutti noi da sempre.
Ed è qui che emerge il valore del lavoro dell’autore. Emozione ed estetica si fondono dando vita ad un racconto per immagini nel quale è facile immedesimarsi, grazie alla spontaneità e naturalezza dei protagonisti che, pur davanti all’obiettivo, sembrano semplicemente essere se stessi. Scatto dopo scatto si compone l’albero familiare, crescono le sue radici, dai nonni ai bambini partono delicati o robusti rami, in una rappresentazione simbolica e manifesta al tempo stesso. Scene corali, o ritratti individuali, in bianco e nero, di raffinata eleganza e delicato gusto estetico, le immagini che compongono la mostra si susseguono creando un album privato, in cui l’occhio del fotografo è volutamente tenero, di parte, affettuoso, con l’obiettivo di far vedere agli altri la stessa bellezza che solo un padre, un marito, un fratello, riesce a cogliere nel viso di chi per lui è tutto e per gli altri nessuno.
Poco “professionale”, più una fotografia del cuore quella di Cabassi che, ormai in età matura, sceglie di usare la macchina in modo finalmente libero, con l’unica finalità di creare e comunicare, non di dimostrare. Perché se il principio che guida Coscienza dell’Uomo è “mostrare l’uomo all’uomo e ogni uomo a se stesso”, sposando il pensiero di Edward Steichen, anche un comune quanto illuminante ritratto familiare riesce nello scopo di suggerire un’idea, di indurre a riflettere e smuovere la coscienza, chiedendole di tornare finalmente umana, incline all’affetto e alla tenerezza che un uomo può, e deve, provare per un altro uomo. Nella normalità dei soggetti di Cabassi, nella banalità di una famiglia qualunque, l’autore è capace di costruire con lo spettatore un legame, un’empatia, di suscitare un sentimento di vicinanza e quasi appartenenza, riuscendo nel complesso e nobile intento di avvicinare l’uomo all’altro uomo, inducendolo a mettere da parte l’indifferenza e ad emozionarsi osservando semplicemente un suo simile, un altro se stesso.
Coscienza dell'Uomo e tutti gli eventi in programma sono finanziati dalla Cine Sud di Catanzaro in collaborazione con Hasselblad, Canon, Nikon, Olympus, Panasonic, Sigma, Sony, Tokina-Howa, Toscana Foto Service che hanno reso possibile la realizzazione e la fruizione gratuita degli eventi.
Coscienza dell’Uomo è un progetto a cura di Francesco Mazza, Maurizio Rebuzzini e Antonello Di Gennaro .
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