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Coppa Italia: Irsinese-Murese 2-1dts

25/01/2008



L’urlo dell’Irsinese. Vince la Coppa battendo 2-1 la Murese che sbaglia al 90’ un rigore prima dei supplementari.

IRSINESE: Fiore; Cannito, Cristallo, Sansone, Digirolamo (2’pts Pecoriello G.,); Cardano (3’pts Pugliese), Porfido, Pecoriello A., Pentangelo (13’sts Cirillo); Tragni, Aresta. A disp: Sacco, D’Asta, Cirillo, Grieco, Defilippis. All. Bitetti.

MURESE: Scaldaferri; Tirico, Nardiello (16’ st Cella), Lotano, Ferracane; Iacullo G. (32’ st Iacullo V.), Pietrafesa Mas., Cafaro, Anthoi; Gonnella, Dutra. A disp. Cocina, Bochicchio, Pietrafesa Mau., Guerra, Perillo.
ARBITRO: Petrone di Potenza (Mele-D'Auria)
RETI: 44’ pt Antohi (M), 21’ st Tragni (I) 11’ sts Sansone (I)
NOTE: serata gelida. Spettatori 700 circa. Dutra al 47’ st fallisce un calcio di rigore.
Espulsi:
Ammoniti: Pecoriello A. Cafaro, Pentangelo, Fiore. Angoli 7-7. Recuperi 1’pt 3’st

POTENZA: La Coppa Italia è rossonera: giusto così, perchè gli uomini di Bitetti hanno dimostrato, almeno ieri sera, di avere qualche cosa in più di una Murese stranamente imbrigliata dall’emozione. Eppure, anche la dea bendata ci ha messo del suo, in una partita assai avvincente e ricca di emozioni per gli oltre 700 spettatori presenti. Ha deciso Sansone, ma determinanti sono stati anche Porfido, Tragni, Antohi e, nel male, Dutra. Sui piedi dell’uruguaiano, quando era il secondo minuto di recupero, sull’1-1 il rigore della Coppa per Natiello e soci. Sfera oltre la traversa e mani tra i capelli. Sarebbe stato un peccato esagerazione per i ragazzi di Bitetti che, fino ad allora, aveva retto alla grande il confronto. Il modulo iniziale èun4-4-2 per entrambi i tecnici, ma sono di Bitetti le assenze più gravi, in attacco, viste le defezioni per squalifica di Crupi, Angelastro e Lepore. Tocca ad Aresta affiancare il centravanti Tragni. Entrambi non danno punti di riferimento alla retroguardia di Natiello, impostata sul duo Lotano-Nardiello. In mezzo sono Pietrafesa e Porfido ad avere gli occhi di tutti puntati addosso. Alla fine sarà quest’ultimo ad avere l’onore del titolo di migliore in campo. Parte subito bene l’Irsinese, senza I timori reverenziali di un pronostico, sulla carta sfavorevole, e colleziona due angoli di fila. Ma le mischie, davanti alla porta di Scaldaferri, vengono sventate dalla retroguardia biancorossa. Nessun patema, anzi, la prima vera occasione è sulla testa di Anthoi che manda di poco a lato l’assist da destra di Dutra (4’). Si fanno sentire i supporter sugli spalti, da una parte e dall’altra, lì la contesa è pari. Regge l’equilibrio: a una punizione calciata da Antohi (9’) e ben .parata da Fiore, segueun tirocross di Porfido, solo sfiorato di testa da Sansone (11’), mentre è una girata lenta di Tragni a mettere i brividi a Scaldaferri (13’). Così come un tirocross dello sgusciante Aresta, non raccolto dal compagno di reparto Tragni (18’). Bloccata la Murese, la partita la fa la squadra di Bitetti che non dispiace affatto. Ancora Porfido, su punizione, calcia lento dalle parti di Scaldaferri (22’). La replica murese è affidata a un cross insidioso di Pietrafesa che attraversa l’intero specchio della porta irsinese (25’). Analogamente un minuto dopo, ma questa volta è Scaldaferri a dover anticipare in uscita Sansone. Ghiotta occasione al 32’ per Cardano che manca l’appog - gio aereo su cross di Porfido da calcio d’ango - lo. Il primo tentativo di Tragni è al 39’ ma la conclusione è alta. Il taccuino è pressocchè di marca irsinese, tanto che la conclusione di Aresta (41’) dalla distanza, finisce alta di poco. La Murese trova il jolly proprio sul finire di tempo con la rete di Antohi. Il rumeno approfitta di un buco della difesa rossonera sulla destra. Il cross è mancato da Druta, ma il numero dieci di Natiello è pron to alla spaccata decisiva. Pochi istanti e il tempo si conclude, ma non prima di assistere all’occasionis - sima per Pentangelo. L’esterno sinistro manda altissimo da pochi metri e di testa la punizione del solito Porfido. Vantaggio largo, indubbiamente: al termine del primo tempo la sensazione è che fosse l’Irsinese a meritare qualcosina in più, ma la squadra di Natiello si è dimostrata cinica a sfuttare la prima vera palla gol del match. E questo va ascritto comunque amerito dei biancorossi. Ripresa senza cambi da ambo le parti. Possesso palla gestito dalla Mjurese, forte del vantaggio, ma primo tentativo degno di nota è la staffilata di Di Girolamo che trova i pugni di Scaldaferri (15’). L’infortunio muscolare di Nardiello costringe Natiello a cambiare la difesa con l’ingresso di Cellache va a sinistra e l’Irsinese sembra prendere coraggio. Il pareggio è di Tragni che inzucca di testa sugli sviluppi del calcio d’angolo del solito Porfido (21’). La torsione del centravanti è precisa e determinante come la disattenzione di chi lo doveva controllare nel cuore dell’area e per di più su calcio da fermo. Sostanzialente giusto l’1-1. Gioca meglio l’Irsinese dopo il pari e la Murese sembra quasi bloccarsi. Tragni tenta il colpo dalla distanza, chiudendo, però, male un gioco a due con Aresta (33’). La sfortuna dei materani è un incrocio dei pali clamoroso che coglie Porfido su una solita punizione dai 35 metri (39’). Francamente, per quanto visti nella ripresa, l’Irsinese avrebbe meritato il vantaggio. Ancora lui, Porfido, sull’ulti - mo tentativo dalla distanza, esalta Scaldaferri al volo sulla sua sinistra. Sugli sviluppi del corner è sui piedi di Cardano l’occasionissi - ma per chiudere il match, ma la palla va alta a pochi metri da Scaldaferri. L’incredibile in pieno recupero: Fiore viene scavalcato da Gonnella e lo atterra: rigore sacrosanto che Dutra, però, spara alle stelle (47’). L’occasio - ne della vita che poteva evitare i supplementari. Subito incisiva la Murese, ma Iacullo V. è impreciso davanti a Fiore (1’pts). Poi è l’inzuccata di Dutra a finire fuori (9’pts). Fiore compie un miracolo su punizione di Pietrafesa (13’pts) e allunga le speranze dei suoi, impantanati nel primo tempo supplementare. L’Irsinese sfiora il vantaggio in apertura di secondo tempo con Pugliese, il cui colpo di testa è alto. E trova il gol della festa ancora sugli sviluppi di un tiro da fermo: questa volta è Sansone a battere Scaldaferri e la statica retroguardia di Natiello. E la beffa è che non lo fa di testa, canonicamente, ma in girata con l’anca e anche mezzo sedere. Tutto sommato, giusto così: la Murese può recriminare assai; l’Irsinese può dare il via alla sua festa.

Il Quotidiano della Basilicata
Alfonso Pecoraro


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Amici Del Borgo Matera – Futsal Potenza 4-4

15/02/2019 Sospensione idrica a Grottole

Grottole: per consentire il ripristino del livello dei serbatoi, l'erogazione dell'acqua potabile sarà sospesa dalle ore 17:00 di oggi alle ore 08:00 di domani mattina salvo imprevisti.

13/02/2019 Sospensione idrica Vulture-Melfese 18-21 febbraio 2019

Per consentire l’esecuzione di lavori da parte di Acquedotto Pugliese che interesseranno la galleria Santa Maria dei Santi dell’Acquedotto del Sele, l’erogazione idrica nei comuni di Melfi (tranne centro storico e zona industriale di San Nicola), Rionero in Vulture, Atella, Barile, Ginestra, Ripacandida, Filiano e nelle zone rurali Monteserico e Insertafumo di San Fele sarà sospesa secondo le seguenti modalità: il 18 febbraio, dalle ore 21 alle ore 7 del mattino successivo; nei giorni 19-20-21 febbraio, dalle ore 14 alle ore 7 del mattino successivo, salvo imprevisti.

Nei comuni di Lavello, Montemilone e Palazzo San Gervasio, dal 19 al 21 febbraio prossimi, l’erogazione idrica potrebbe subire cali di pressione o essere sospesa dalle ore 21 alle ore 7 del mattino successivo, salvo imprevisti.

Considerata la complessità dell’intervento, il ritorno alla normalità dell’erogazione idrica potrebbe subire variazioni rispetto al programma previsto, che è pertanto da considerare indicativo.

EDITORIALE

Noi e quella sacrosanta ''cultura del territorio''
di Mariapaola Vergallito

“I lucani conoscono la frana. I contadini lucani sono vissuti da sempre con la frana, l’orecchio teso a quel fremito oscuro, l’occhio attento a scrutare le rughe della terra. Ma un tempo nessuno la violentava la terra. La temevano, la rispettavano. Istintivamente si tramandavano quella che modernamente si è poi chiamata “cultura del territorio”. Oggi, nell’era della scienza, è proprio quella cultura che è venuta meno. Dalle paure ancestrali si è passati al s...-->continua





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