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| Giocatore del Latronico aggredito: "bisogna essere uomini prima che sportivi" |
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26/04/2012
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Sono ancora vive le emozioni suscitate dalla tragica scomparsa del calciatore Morosini e subito il mondo del calcio è chiamato a interrogarsi sui soliti episodi che avvengono sul rettangolo di gioco sia a livello professionistico che dilettantistico. Ed è proprio su quest’ultimo che la Siritide ha voluto soffermarsi. Infatti, il calcio lucano e nella fattispecie il campionato di Promozione si macchia di un grave episodio di violenza. Prima della partita valevole per l’undicesima giornata di ritorno tra il Bernalda e il Latronico che in settimana, da queste stesse pagine avevamo stigmatizzato è accaduto un episodio che non vorremmo mai che accadesse:
Enzo Pansardi, calciatore del Latronico è stato colpito da un tesserato della formazione del Bernalda con una violenta testata che lo ha letteralmente “mandato al tappeto” facendogli perdere i sensi per qualche minuto. Il calciatore dei termali, ospite nei nostri studi, partecipando alla trasmissione “Venti di sport”, con grande senso di responsabilità e etica sportiva, ci ha raccontato quanto accaduto a Bernalda: “mi duole il cuore raccontare quanto è successo a me in prima persona ma voglio che questo episodio di un singolo faccia parlare di un calcio malato di un calcio pericoloso. Purtroppo – continua Panzardi – è un episodio che va condannato per la sua gravità però lo sport è vita, lo sport è gioia che a me ha riservato molte soddisfazioni e parlare di calcio malato per me è imbarazzante. Praticamente noi siamo arrivati a Bernalda per disputare una partita dalla quale speravamo di portare a casa punti importanti per migliorare la nostra posizione nei play out e loro con una eventuale vittoria avrebbero raggiunto la salvezza. Arrivati con metà squadra, perché il resto era un po’ in ritardo, dopo aver posato le borse, sono andato a vedere le condizioni del terreno di gioco e qui sono stato accredito prima con una testata che mi ha fatto cadere a terra privo di sensi. I soccorsi sono stati rapidi – prosegue il calciatore Panzardi – sono stato trasportato all’ospedale di Policoro dove mi hanno sottoposto ad una tac e quattro punti di sutura al labbro con la diagnosi di un trauma cranico con perdita di coscienza. Uscendo dall’ospedale mi ha fatto piacere incontrare il presidente del Bernalda Domenico Piazzola che, a nome della società, mi ha espresso solidarietà per l’increscioso episodio. Nel ringraziare poi gli altri ospiti, che hanno elargito elogi nei suoi confronti, per il coraggio dimostrato nel raccontare l’accaduto, Panzardi ha sottolineato – prima di essere sportivi bisogna essere uomini. Non voglio condannare l’aggressore perché ha capito il gesto e mi ha anche contattato successivamente; spero solo che gli serva da esempio per quello che ha commesso”. Fuori onda, il calciatore Panzardi, a nome della società, ha voluto evidenziare anche il rammarico dopo aver appreso che la società del Ferrandina, squadra che sarebbe stata ospitata dal Latronico nella gara successiva, ha chiesto ufficialmente alla Figc e ai Carabinieri una presenza più massiccia per evitare scontri, come se la colpa dell’aggressione fosse da dare alla squadra delle Terme.
Allo sfortunato Pansardi ricordiamo sono state diagnosticate lesioni guaribili in venti giorni con l’applicazione di un collare cervicale e diverse contusioni tra cui una all’arcata dentaria. La società del Latronico Calcio nel frattempo ha già annunciato un preavviso di reclamo per far valere le proprie ragioni in sede di Giustizia Sportiva che potrebbe variare da una multa pesante alla società bernaldese, alla squalifica del terreno di gioco oltre alla sconfitta a tavolino per quanto riguarda la partita in questione. Nel frattempo i vertici societari del Latronico non hanno voluto commentare l’accaduto per non alimentare ulteriori polemiche pur definendosi amareggiate per l’episodio che ha coinvolto un proprio tesserato.
Vincenzo Terracina
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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