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| Sec categ.: primato fermo al palo |
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25/04/2012
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| Che la gara al Giambattista Rossi tra Real Senise e Fratelli Cafaro fosse il big match del campionato di seconda categoria, lo si capiva da alcuni, specifici elementi: le due squadre, appaiate al primo posto a 51 punti, si giocavano il campionato a tre giornate dalla fine; il pubblico, senisese e francavillese, ha colorato gli spalti come se fosse una grande finale; in campo la tensione si è tradotta in squadre contratte che, alla fine, hanno regalato poche emozioni in termini di gioco.
All’8’ segnalamo il primo tentativo del Senise con Castelluccio che manda fuori.
Due minuti dopo Collarino chiude ottimamente su Mangieri che prova a sorprendere la difesa senisese.
Al 16’ Tuzio ci prova su punizione facile preda di sarubbi.
Al 18’ Petrocelli si libera in area, calcia da destra, ma spara alto.
Al 24’ Mangieri dai 35 metri sorprende Collarino ma colpisce la traversa. Al 29’ Hassin, per i francavillesi, ci prova di sinistro, si libera bene in area ma calcia alto.
Un minuto dopo Marino tenta da fuori area ma la palla debolmente si spegne fuori.
Il secondo tempo vede un Senise più convinto , ci prova prima con Petruccelli e poi con Marino, i due ci provano da fuori area ma senza esito.
Al 24’ L’Amico cerca di rendersi pericoloso dalla sinistra ma l’assist non si concretizza per Petroccelli.
Al 25’ il neo entrato Vitale ci prova di testa ma la palla va fuori.
Al 34’ Guaragnone, da poco entrato, prova a incunearsi in contropiede centralmente, ma viene fermato da Fittipaldi.
Al 38’ L’Amico si inserisce bene in area ma un controllo complicato gli permette di colpire il palo e, poco reattivo, non riesce a ribattere in rete.
Al 40’ un altro palo, questa volta per Mangieri che cerca di approfittare di un’incertezza di Collarino.
Al 45’ Guaragnone non riesce a impattare a pochi passi sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
Un big match a reti inviolate, ora il primato si giocherà su altri campi-
Antonio Franchino
Mariapaola Vergallito
Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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