HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

TdR: Risultati e Commenti delle finali

9/04/2012



Categoria Juniores
Dopo una gara bella e combattuta è l'Umbria a trionfare nella finalissima Juniores del cinquantunesimo Torneo delle Regioni, superando per 2-1 la Lombardia grazie ai due penalty trasformati da Mikele Kola, migliore in campo. Il primo brivido del match è di marca umbra ed arriva dopo sessanta secondi con la punizione di Calcagni, di poco a lato. L'Umbria si ripete al 5' con il destro in corsa di Piantoni che non inquadra lo specchio. Al 7' risposta lombarda con la punizione di Boschiroli: palla deviata dalla barriera e intervento provvidenziale di Marinacci che mette in angolo. Al 12' la Lombardia passa in vantaggio: punizione dalla trequarti del solito Boschiroli, la sfera finisce sui piedi di Torrisi che scarica un gran destro sotto la traversa della porta di Marinacci. L'Umbria, però, non demorde e risponde tre minuti dopo con il solito Piantoni che, ancora una volta in corsa, scarica un gran destro approfittando di un rimpallo al limite dell'area. La mira, però, è imprecisa e il pericolo sfuma. Smentendo lo stereotipo delle finali tirate e poco spettacolari, nel primo tempo le due squadre hanno mostrato buoni spunti giocando a viso aperto. Al 30' la Lombardia sfiora il raddoppio con la botta da fuori di Perucchini e ci vuole un super Marinacci per sventare la minaccia. Con il passare dei minuti l'Umbria arretra il baricentro e la Lombardia aumenta la pressione, grazie soprattutto alle geometrie di Ferrè e alla profondità di Franchi. All'improvviso, però, a 60'' dall'intervallo Casnici entra in ritardo su Russo lanciato a rete da Calcagni. Di Roberto non ha dubbi e concede il penalty. Sul dischetto Kola spiazza Gherardi e riporta il match in parità. Si torna in campo per la ripresa, non passano neanche sessanta secondi che Di Roberto assegna il secondo rigore per l'Umbria. Stavolta il contatto è tra Kola e Torrisi. L'attaccante dal dischetto è freddo e trafigge per la seconda volta Gherardi. Le sorprese, però, non sono finite. Al 9' arriva un altro penalty, il terzo del match: stavolta è Popica ad atterrare in area Ferrè e a procurarsi la massima punizione. Dal dischetto, però, Casnici Pereira si fa ipnotizzare da Marinacci che individua bene l'angolo e neutralizza mettendo il pallone in angolo. Comincia la girandola dei cambi, con la Lombardia costretta al forcing per centrare il pareggio. L'Umbria si stringe nella propria metà campo chiudendo tutti gli spazi e affidandosi alle ripartenze veloci di Kola. La Lombardia punge soprattutto sulla corsia di destra dove, con l'ingresso di Tallarita, trova maggiore vivacità. L'Umbria, però, non si scompone affidandosi alla classe e al temperamento del suo bomber, migliore in campo, bravo a tenere alto il baricentro della propria squadra. Al 38' Nonni sfiora il gol di testa dopo una punizione di Calcagni. Al 40' i lombardi, sotto di un gol, rimangono anche in dieci per l'espulsione di Torrisi che colpisce con un calcio volontario Kola, costretto a lasciare il campo, sostituito da Agouni. La Lombardia si spegne piano piano, con gli umbri bravi a non concedere metri, forti anche di una freschezza atletica invidiabile. L'ultimo pericolo la Lombardia lo crea con un calcio d'angolo di Corrente. A saltare tutto l'undici di Milanesi, compreso il portiere Gherardi, con la sfera che attraversa tutta l'area e si perde a lato. Nel recupero ai lombardi saltano anche i nervi e a farne le spese è Corrente, in anticipo sotto la doccia per un fallo di frustrazione su Tardetti. In nove nulla è più possibile. L'Umbria torna al successo nel Torneo delle Regioni dopo quindici anni, bissando il successo del 1997 quando sconfisse in finale il Trentino Alto Adige a Trento. Alle 16.53 del 9 Aprile si chiude la cinquantunesima edizione del Torneo delle Regioni con l'Umbria che alza al cielo di Matera la Coppa conquistata in Basilicata.

UMBRIA-LOMBARDIA 2-1

MARCATORI Torrisi 12'pt (L), Kola 46'pt rig. e 1'st rig. (U)

UMBRIA Marinacci; Popica (31'st Giorgioni), Galli, Nonni, Di Meo; Piantoni, Avellini (4'st Pastecchia), Calcagni, Mariani; Kola (41'st Agouni), Russo (48'pt Tardetti). PANCHINA Minculini, Mengoni, Morbidini. ALLENATORE Mancini
LOMBARDIA Gherardi; Lanini (30'st Trovesi), Scarcella, Torrisi, Casnici Pereira (11'st Broli); Franchi (19' Tallarita), Corrente, Boschiroli, Perucchini (5'st Patelli); Ferrè, Procopio. PANCHINA Cancarini, Abati, Bruni, Lazzarini, Panin. ALLENATORE Milanesi
ARBITRO Di Roberto di Nocera Inferiore
ASSISTENTI Lauria e Cantiani di Potenza
NOTE Rec. 4'pt, 5'st. Ammoniti Casnici Pereira, Torrisi, Avellini, Popica, Russo, Corrente. Espulso Torrisi (L) al 39'st per gioco violento, Corrente al 48'st per gioco violento. Rigore. Fallito da Casnici Pereira (L) al 9'st.
Angoli 6-1



Categoria Allievi

TOSCANA-LAZIO 1-2

MARCATORI Crocchianti 31'pt (L), Pecchioli 3'st rig (T), Attili 17'st (L)
TOSCANA Trezza; Barretta, Cianferoni, Fallani, Cecchi (35'st Davitti); Lucchesi, Filippelli (28'st Mare), Massai (40'st Pelli), Bonforte (22'st Geuye); Parigi (38'st Giordano), Pecchioli PANCHINA Sannino, Mare, Minonne, Santoro ALLENATORE Bartalucci
LAZIO De Brasi; Crocchianti, Giura, Rausa, Rossi; Biagiotti, Zoppis, Bensaja; Attili, Bendia (20'st Franza), Scippa (12'st Tonei) PANCHINA Matera, Cozzolino, Della Vecchia, De Santis, Greco, Grisolia, Perelli ALLENATORE Giannichedda
ARBITRO Nappo di Moliterno ASSISTENTI Aliano di Venosa e Vicinodi MoliternoNOTE Ammoniti Biagiotti, Filippelli, De Brasi Angoli 3-2 Rec. 1'pt - 4'st.
Giuliano Giannichedda guida gli Allievi del Lazio all'alloro nazionale, al termine di una finale giocata sul filo della tensione contro una Toscana mai doma, che ha sfiorato il gol per i supplementari proprio all'ultimo secondo. Vince il Torneo la squadra che nel corso di questi dieci giorni si è dimostrata senza dubbio migliore, subendo il primo gol, per altro su rigore, proprio nell'atto conclusivo del Rocco Periello. Vince un tecnico giovane alla sua prima esperienza, vince un gruppo unito e compatto fino alla fine, composto anche da due classe '96, non cosa da poco. Il Lazio si schiera con il classico modulo. L'alternanza dei portieri viene rispettata anche nell'ultimo atto e tra i pali va De Brasi con la coppia tutta '96 centrale formata da Crocchianti e Giura, per via dell'assenza di Perelli. Sugli esterni confermatissimi Rossi e Rausa. Biagiotti è il vertice basso del centrocampo alle spalle di Zoppis, Biagiotti e Bensaja. Davanti Attili, Bendia e Scippa. La Toscana risponde con un 4-1-3-2. In porta c'è Trezza, difeso da Barretta, Cianferoni, Cecchi e Fallani. Davanti la difesa c'è Filippelli che organizza e disfa dietro le spalle di Lucchesi, Massai, Bonforte. In attacco il duo Parigi-Pecchioli. La prima occasione del match arriva con una conclusione dalla distanza di Biagiotti che Trezza respinge di piede (13'). Successivamente è il turno di Scippa ad impensierire i pali toscani, ma l'occasione, al 18' sfuma. Gli uomini di Bartalucci appaiono ben disposti in campo e provano a pungere con delle azioni sulle fasce, dalle quali non nasce però nulla di molto pericoloso. Dopo un fase statica, in cui i biancorossi si fanno preferire, arriva il vantaggio della formazione laziale: Biagiotti si incarica di un calcio di punizione dalla lunga distanza che, favorito da una folata di vento, centra la traversa. Trezza a quel punto ha perso la posizione ed è dunque facile per Crocchianti in scivolata riuscire a depositare la palla in fondo al sacco. La risposta toscana arriva quasi immediata (33') con un tiro di Parigi dal limite dell'area, dopo l'assistenza di Lucchesi: palla sopra la traversa. I toscani superano bene il momento dello svantaggio e, con una manovra ben organizzata cercano di schiacciare il Lazio nella propria metà campo, ma i movimenti difensivi orchestrati da Giannichedda permettono di reggere l'urto fino allla fine della prima frazione di gioco che si conclude con un minuto dei extra time decretato dal fin qui positivo Nappo di Moliterno. Dagli spogliatoi i due tecnici fanno uscire nuovamente i protagonisti dei primi quaranta minuti. Toscana che agisce ancora sulle fasce laterali e con un traversone trova il controllo con la mano di Rossi in area. Nappo fischia senza indugi il calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Pecchioli che al 3' fa 1-1. La risposta del Lazio arriva con un altro calcio piazzato. Biagiotti dalla destra pesca Attili in area che prova la girata volante, ma destina sul fondo (5'). L'asse tra il centrocampista e la punta si ripete all'8' con un lancio del primo per il secondo che di testa riesce solo a spizzare, trovando la presa di Trezza. Giannichedda cambia, al 12' fuori Scippa per Tonei, per cercare più peso nel reparto avanzato. E' però un calcio piazzato a far cambiare il corso della gara ancora una volta. Biagiotti dalla destra calcia una punizione in area che Attili, con un tocco, probabilmente con il braccio, non visto dall'arbitro, mette dentro. 2-1 tra le proteste dei toscani in campo ed in tribuna. Passato in vantaggio, Giannichedda muove di nuovo le carte, togliendo una punta, Bendia, inserendo un centrocampista, Franza. La mossa sembra portare i frutti sperati. La Toscana infatti ha difficoltà nel rendersi pericolosa e si affaccia soltanto con un sinistro abbastanza fiacco di Massai dai 20 metri che si perde sul fondo, che anticipa di 3' la scorribanda palla al piede di Tonei, con un tiro in corsa che finisce alto. Bartalucci tenta il tutto per tutto a 5' dalla fine, inserendo Davitti per Cecchi (difensore) e al 38' getta nella mischia anche Giordano per Parigi. L'occasione per pareggiare arriva però solo al 41' con una punizione di Cianferoni che De Brasi manda in corner volando, mentre è ancor più clamoroso quanto accade all'ultimo istante quando su un cross di Pecchioli dalla destra, Davitti solo davanti alla porta sguarnita manca completamente l'impatto col pallone di testa. Ultima azione di una finale non bellissima che porta il Lazio sul tetto d'Italia. Giannichedda ha compiuto l'impresa, portando i suoi Allievi alla conquista del tricolore. Una vittoria ampiamente meritata sul campo, per come i ragazzi del Lazio hanno affrontato ogni singolagara, per come gli avversari sono stati annichiliti passo dopo passo.

Categoria Giovanissimi

FRIULI VENEZIA GIULIA - VENETO 3-1

MARCATORI Villanova 33' pt rig. (V), Miani 2' st (F), Muccio 10' st (F), Bovolon 23' (F)
FRIULI VENEZIA GIULIA Marson; Perin ( 5' st Conzatti), Durì, Schiattarella, Muccio; Cudicio, Bovolon; Venturini (27' st Boccato), Miani (18' st Fasan), Acciole; Barbui PANCHINA Buiatti, Fraulin, Scrazzolo, Paliaga, Dalla Cia, Paolini ALLENATORE Petric
VENETO Cont Zanotti (37' st Ruzzarin); Longo (21' st Luna), Schiavon, Granziera (34' st Milanese), Favero; Sitta, Seno (33' st Minia), Concas (15' st Nicoletto), Bignucolo (26' st Joketic); Villanova, Arthur PANCHINA Bifulco,Pesce ALLENATORE Marangon
ARBITRO Martinelli di Matera Assistenti Capolupo e Pascaretta
NOTE Ammoniti Perin, Durì Angoli 1-4 Fuorigioco 0-1 Rec. 1' pt, 5'st.

SCANZANO JONICO- Al termine di una partita tiratissima è il Friuli Venezia Giulia ad aggiudicarsi la finalissima giovanissimi della 51° edizione del Torneo delle Regioni, laureandosi Campione d'Italia 2012 in un avvincente e inedito derby del Nord-Est. Una vittoria che i ragazzi allenati da Petric hanno costruito nella ripresa rimontando il goal segnato da Villanova a pochi minuti dallo scadere del primo tempo, credendoci sempre e sfruttando al meglio le occasioni avute. Lezione forse troppo dura per i ragazzi di Marangon, troppo spreconi nel primo tempo ma autori comunque di un'ottima gara e puniti oltre i propri demeriti nel secondo tempo. La selezione Friuli Venezia Giulia, si aggiudica così il suo primo Trofeo giovanissimi, confermandosi miglior difesa del Torneo con 2 sole reti subite, ed miglior attacco con 10 reti segnate dai suoi prolifici attaccanti Barbui (3), Miani (3), Acciole (2), con la collaborazione di Bovolon e Muccio a segno oggi. Il Veneto si presentava a questa finale avendo subito solo un goal in ogni partita disputata, per un totale di 4, nei tempi regolamentali. Discorso a parte merita la sofferta semifinale giocata contro il Lazio di Dagianti, conclusasi 1-1 dopo i primi 70' di gioco e 5-3 dopo i rigori. Sei i goal segnati dalla selezione allenata da Marangon, 7 con quello di oggi. I due tecnici decidono entrambi di affrontare la finale mandando in campo lo stesso undici iniziale delle semifinali: Petric schiera i suoi con un 4-2-3-1 per esaltare al meglio le doti di realizzatore di Barbui, con Venturini , Miani ed il brasiliano Acciole a supporto dietro. Marangon opta come durante tutto il torneo per un più classico 4-4-2, con il bomber Villanova , seguito da ben 4 squadre professionistiche e Arthur davanti ad un centrocampo ben assortito con il regista Concas, autore di 3 reti nel torneo, a crear gioco. E' stata certamente una partita molto condizionata dal forte vento, che ha reso difficile per le due formazioni esprimere gioco, rendendo difficili i rilanci e creando traiettorie ingannevoli per i portieri. Primo tempo con i veneti in campo da sinistra a destra, a favor di vento, che creano numerose palle goal non sfruttate, la prima al 11' con Villanova che riesce ad infilarsi tra le maglie della difesa friulana scambiando nello stretto con Arthur: i due arrivano in area ma l'ultimo tocco è lungo e Marson può uscire. Due minuti dopo occasionissima per i ragazzi di Marangon: lancio lungo di Concas ad attraversa tutto il campo per Arthur che rapidissimo raggiunge la sfera nell'area piccola e prova l'anticipo d'esterno su Marson, mandando però alto sopra la traversa. Il Friuli prova ad uscire dalla morsa dei veneti ma un vento terribile ed un centrocampo bravo a spezzare il gioco e ripartire rendono vano ogni tentativo di superare la metà campo. Al 25' prova la conclusione dai 30 metri Concas, una parabola micidiale che Marson riesce a deviare sulla traversa toccando con la punta delle dita. Al 31' si ripete Concas, questa volta dai 35 metri: pallone che si impenna per abbassarsi di colpo, bravo ancora Marson a non farsi sorprendere. Il Veneto non può che mangiarsi le mani per questi due legni, ma al 32' arriva l'episodio del rigore: palla lunga in area su cui si avventa Villanova, il pallone schizza sull'erba tradendo Miani che non trattiene e rimbalza sul palo tornando in gioco sui piedi di Villanova che prova a concludere. L'arbitro ravvisa un tocco di mano di Durì fischiando il penalty che lo stesso Villanova trasforma. E' il 33' ed il Veneto passa in vantaggio. Allo scadere Miani si riscatta: Schiavon svetta altissimo in area colpendo di testa a due passi dal portiere friulano che si dimostra molto reattivo allungandosi alla sua destra. Sulla ribattuta Durì evita il goal salvando sulla linea. Ripresa che inizia senza cambi, le squadre rientrano in campo a vento invertito e si vede: solo due minuti e Miani su calcio piazzato pareggia subito i conti per il Friuli grazie ad un missile dalla lunga distanza che rimbalza davanti a Cont Zanotti e si insacca. Galvanizzati dal goal i ragazzi del ct Petric si riversano in avanti costringendo i veneti al fallo: al 10' punizione dalla destra, tutti si aspettano una palla alta ma Miani serve corto rasoterra per Muccio che nell'area piccola si gira al volo e porta in vantaggio i suoi. Esplosione di gioia sugli spalti e in campo, con tutta la panchina ad abbracciare il suo difensore-goleador che nell'esultanza si gira la maglia sul capo mostrando a tutti il proprio idolo Alex Del Piero nel tipico atto della linguaccia. Il Veneto tenta quindi di reagire, Marangon rischia tutto passando alla difesa a tre e inserendo Joketic davanti: tanta corsa e cinque minuti in cui i veneti provano a recuperare il pari, mandando in affanno la difesa friulana senza creare però palle goal. Al 23' anzi arriva il goal di Bovolon per il 3-1 friulano, ancora su punizione dalla lunga distanza che sorprende nettamente Cont Zanotti sul proprio palo. Il veneto attacca a testa bassa ma i friulani sono bravi a rimanere concentrati fino alla fine non concedendo più nulla agli avversari se non una palla non sfruttata a dovere da Arthur nel finale. Al fischio finale dell'arbitro, esplosione di gioia in campo e sugli spalti, il Friuli è Campione d'Italia.

Categoria calcio
femminile


FRIULI VENEZIA GIULIA - LAZIO 0-1

MARCATORI Angelelli 38' pt (L)
FRIULI VENEZIA GIULIA Ferroli; Incrocci (26' st Volpetti), Dragan, Pizzo, Roldo; Vazzoler (32' st Perissinotto), Romanelli, Di Qual, Sogaro; Scrudeler (18' st Codotto), Belgrado (32' st Valeri) PANCHINA Cabass, Faggiani, Del Gaudio ALLENATORE Marano
LAZIO Zullo; Di Cerbo, Boccia, Trani, Silvi; Musselli, De Vecchis, Petrelli, Presutto; Jetto, Angelelli PANCHINA Valeriani, Ciucci, Petrolini, Passari, Jusufi, Di Gennaro, Mosca, MartinovicLorè ALLENATORE Macidonio
ARBITRO Contini di Matera ASSISTENTI Aquino-Benevento ( sez. Potenza)
NOTE Espulsi Petrelli per somma di ammonizioni Ammoniti Petrelli, Silvi Fuorigioco 2-1 Angoli 7- 7 Rec 0' pt, 4' st.


GINOSA - Lo stadio "Teresa Miani" di Ginosa, nuovo di zecca, la cui efficienza non è passata inosservata agli occhi degli organizzatori appartenenti al Comitato Regionale della Basilicata, ospita la finale di calcio a 11 femminile del Torneo delle Regioni 2012, che vede impegnate Friuli Venezia Giulia e Lazio a contendersi il titolo di Campione d'Italia per la categoria. Il Friuli Venezia Giulia, allenato da Marano, ha raggiunto un traguardo storico (il miglior risultato risale alla semifinale del 2008), conquistando la sua prima finale. Le friulane si sono ben disimpegnate nella competizione, superando il gruppo 1 imbattute e uscendo vittoriose dalla semifinale con la quotatissima Lombardia, dopo una gara chiusasi a reti inviolate e risolta solo dai calci di rigore. Di contro ci sono le ragazze di Antonio Macidonio, alla seconda finale consecutiva dopo quella del Torneo delle Regioni 2011. E' la quinta volta in assoluto che il Lazio approda all'atto finale con Boccia e compagne desiderose di riscattare la sconfitta di Fiuggi dello scorso anno subita ad opera del Piemonte Valle d'Aosta. Il cammino delle laziali ha visto il superamento del gruppo 3 (tre successi e una sconfitta) e la vittoria di misura in semifinale contro il Veneto, al termine di una gara tesa ed equilibrata, decisa dal goal di Elena Angelelli, già decisiva con le sue reti durante il girone eliminatorio. Le due squadre all'ingresso in campo risultano speculari, schierate dai due allenatori con un 4-4-2. Le prime fasi di gioco vedono grande equilibrio, con il Lazio ad avere maggiore predominio territoriale, che frutta angoli in serie. All'11' è proprio da un angolo di De Vecchis che nasce la prima occasione da rete, ma Mussetti manda il suo colpo di testa sopra la traversa. Al 20' si fa vivo il Friuli Venezia Giulia con uno spunto di Belgrado, che conquista un'invitante punizione dal limite costrigendo Boccia al fallo: la punizione di Sogaro si infrange, però, sulla barriera. Al 23' ancora una palla inattiva e friulane che si rendono nuovamente pericolose: calcia Romanelli da distanza siderale e palla con traiettoria a scendere che si spegne di poco sul fondo. Il forte e gelido vento, che nel primo tempo ha spirato in direzione contraria alle azioni friulane, condiziona non poco il gioco. Il Lazio, ben messo in campo e con le stesse undici che hanno superato il Veneto, ne approfitta per imbastire azioni da goal e al 28' arriva ancora un brivido per Ferroli, con Silvi che non riesce a trovare il tocco decisivo sulla palla di De Vecchis. Al 38' l'episodio che decide la partita: dall'ennesimo corner conquistato, De Vecchis sforna la pennellata giusta per la testa di Angelelli, che incorna da bomber di razza e porta in vantaggio il Lazio, siglando il suo quarto centro nella competizione. Terza gara consecutiva a segno per la bomber militante nel Colle del Sole. Angelelli, in assoluto la migliore in campo, prova a ripetersi pochi istanti dopo, destreggiandosi abilmente al limite dell'area friulana e scagliando un destro poderoso che scuote la traversa a Ferroli battuta. La prima frazione di gioco si chiude sull'1-0 con le laziali meritatamente in vantaggio e in grado di far fioccare numerose occasioni da rete. Nella ripresa le friulane, ormai senza più nulla da perdere, si riversano subito nella trequarti avversaria e, trascinate dalla buona vena di Romanelli e Sogaro, provano a cingere d'assedio l'area laziale. La squadra di Marano sfiora il goal prima con Vazzoler, la cui deviazione, su angolo di Sogaro, va a sfiorare il palo alla destra di Zullo, poi con due conclusioni in serie di Romanelli, su cui Zullo è attenta e reattiva. Al 67' ancora Friuli Venezia Giulia: Romanelli conquista una punizione sui 20 metri, si incarica della conclusione e trova ancora pronta alla parata Zullo, sulla cui respinta la più lesta è Sogaro, ma la sua conclusione non inquadra lo specchio della porta. E' la migliore occasione per le ragazze in maglia bianca, che nella ripresa riescono a sfruttare il vento a favore, ma finiscono per cozzare continuamente contro il muro eretto da mister Macidonio a protezione di Zullo, in cui spiccano le maiuscole prestazioni di Trani e capitan Boccia. Nel finale le laziali riescono a trovare raramente le ripartenze, Angelelli cerca di far salire la squadra trovando, però, scarsa possibilità di appoggio sul proprio centrocampo e la grinta delle friulane, oltretutto, concede poco. L'assedio delle ragazze di Marano si infittisce nei 4' di recupero decretati da Contini, che all'80' espelle Petrelli, che già ammonita, prende il secondo giallo per un intervento con la mano. Il baricentro delle laziali arretra ulteriormente, con tutte le effettive a proteggere il risultato, ma Zullo non corre altri pericoli. Al fischio finale esplode la gioia del Lazio, che con questa vittoria bissa il successo ottenuto nel 2007 e silaurea Campione d'Italia 2012.

calcio a 5
SICILIA - CAMPANIA 5-2
MARCATORI De Crescenzo (C ) (aut.) 9'pt, Petriglieri (S) 16'pt, Coppola ( C ) 17'pt, Petriglieri (S) 18'pt, 3'st Viglianisi (S), Russo 18'st ( C ) (rig.), Rizzo (S) 19'st
SICILIA Massari, Palazzolo, Sirone, Scuderi, Ragusa, Viglianisi, Mosca, Failla, Rizzo, Petriglieri, Caracolici, Riccobene ALLENATORE Corsino
CAMPANIA Costigliola, Calabrese, Romano, Pelliccia, Di Iorio, De Angelis, Fucile, Coppola, Russo, De Crescenzo, Cerrone, Damiani ALLENATORE Tarcinale
ARBITRO Gravina di Venosa, Traficante di Venosa (Cronometrista Labanca di Potenza)
NOTE espulsi Cerrone (C ), De Crescenzo ( C ). Ammoniti: Failla (S), Romano (C)

POLICORO- La Sicilia conquista la 51^ edizione del Torneo delle Regioni battendo con un netto 5-2 la Campania dopo una partita bella, tirata e certi tratti anche spigolosa. Una finalissima degna di queste due squadre che hanno onorato il torneo fino in fondo. La Sicilia si presenta all'appuntamento con un curriculum di tutto rispetto con ben cinque finali su sei vinte prima dell'appuntamento contro la Campania che dal canto suo è alla sua sesta finale l'ultima delle quali vinta nel 2002. Un'altra curiosità statistica, rappresenta il fatto che i siciliani sono l'attacco più forte de torneo con 48 gol e con il capocannoniere con 17 reti sulle 48 totali realizzate dai giallorossi mentre per i campani si presentano all'ultimo atto con la miglior difesa con solamente 6 reti al passivo. I ragazzi isolani del tecnico. Partita molto tattica nelle prime fasi di gioco con entrambi i quintetti che badano a non concedere spazi vista l'elevata posta in palio. La prima occasione del match capita sui piedi di Petriglieri al 2' quando il numero dieci siciliano viene favorito da un rimpallo e si ritrova a tu per tu con Costigliola che riesce a respingere la conclusione del pivot giallorosso. La partita spigolosa a tratti, stenta a decollare anche perchè si gioca parecchio sul fisico e numerosi sono i corpo a corpo sul terreno del Palaercole. La Sicilia attacca maggiormente e al 9' sfiora il vantaggio con una occasione clamorosa quando Failla da pochi passi calcia a rete cogliendo il palo, poi sul proseguimento dell'azione Petriglieri impegna severamente Costigliola. Un minuto più tardi la Sicila passa in vantaggio (9') grazie ad un autogol di De Crescenzo che devia nella propria porta una conclusione di Petriglieri. La Campania, nonostante lo svantaggio non si perde d'animo e comincia a spingere in avanti ed è lo stesso De Crescenzo che dal centrosinistra spara una botta che va a sbattere contro il palo della porta difesa da Massari. Sul capovolgimento di fronte poi Rizzo si presenta a tu per tu con Costigliola, ma è costretto ad allargarsi per la conclusione che termina sul fondo. Nei minuti finali della prima frazione la Sicilia cerca di congelare un po' la gara abbassando i ritmi cercando soprattutto la circolazione di palla tentando di far uscire la Campania per poi colpire in contropiede. E proprio in occasione di uno di questi, i ragazzi di mister Corsino trovano il raddoppio al 16' quando Petriglieri sfrutta nel migliore dei modi un rimpallo a pochi metri dalla porta e con Costigliola fuori dai pali appoggia la palla in rete per il 2-0. La Campania però non è formazione da mollare e al 17' accorcia le distanze. Coppola dopo una penetrazione centrale di De Crescenzo, che va via a due avversari portiere compreso, appoggia la sfera a porta sguarnita, 2-1. La Sicilia nel finale di prima frazione allunga con Petriglieri (18') che appostato sul secondo palo in spaccata mette dentro un assist di Failla. Al 18' si rivede la Campania in avanti con Cerrone che controlla un pallone dal limite dell'area e spara, la palla scheggia la traversa della porta di Massari. Nella ripresa, la Campania cerca di alzare i ritmi e va al 2' alla conclusione con De Crescenzo che costringe Massari alla deviazione in angolo. La Sicilia sfrutta a dovere gli spazi concessi dai campani e al 3' Viglianisi dopo una sgroppata sulla fascia di Mosca si fa trovare pronto sul secondo palo e appoggia in fondo al sacco per il gol del 4-1. Gol convalidato nonostante le proteste campane secondo cui l'azione sarebbe stato viziato da un presunto fallo non ravvisato dal direttore di gara. Dopo questo episodio la partita si innervosisce e ne fa le spese Cerrone che per qualche frase irriguardosa nei confronti di uno dei due arbitri si vede sventolare sotto il naso il cartellino rosso. Nonostante il passivo abbastanza pesante, la Campania non demorde e prova a riaprire la partita al 15' con De Angelis che impegna Massari. I ragazzi di Tarcinale son carichi di falli e sul capovolgimento di fronte un fallo di De Angelis su Petriglieri procura un tiro libero che però viene fallito dallo stesso Petriglieri che si vede respingere per due volte la conclusione da Costigliola. Abile a neutralizzare anche il tentativo di tap-in dello stesso numero dieci siculo dopo la prima respinta sulla prima battuta. Ormai l'impresa è disperata per i ragazzi di Tarcinale che mettono in campo tanta grinta e giocano come portiere di movimento. Al 18' gli azzurri beneficiano di un calcio di rigore trasformato da Russo che batte potente sotto la traversa e accorcia e distanze, 4-2. All'ultimo minuto poi il capocannoniere del torneo, mette in rete con una bella voléé da dentro l'area per il gol del 5-2. La sirena fa esplodere la gioia siciliana che conquistano il sestotitolo di Campione d'Italia.

calcio a 5 femminile

ABRUZZO-PUGLIA 2-1 dts

Marcatori Di Turi (P) al 7' p.t., Marranghello (A) al 19' pt, Pastorini ( A) al 2' pts
ABRUZZO Mascia, Mendes Goncalves, Ferretti, Sgravo, De Vincenzo, Pastorini, Panattoni, Napoli, Di Marco Berardino, Marranghello Luizel, Salle ALLENATORE Di Berardino (squalificato Marianetti)
PUGLIA Balestra, Di Turi, Caputo, Colosimo, Valluzzi, Mazzuocolo, Misurelli, Lafortezza, Volpicella, Lorusso, Bonasia, Di Giorgio. ALLENATORE De Filippis
ARBITRI: Maggio di Potenza e Pallotta di Matera. Cronometro Rosati di Matera
NOTE Ammoniti: Mascia, Pastorini

POLICORO- E' l'Abruzzo, al termine dei tempi supplementari, a vincere la finale del futsal femminile battendo 2-1 la Puglia. L'ultimo atto del calcio a 5 femminile della 51° edizione del Torneo delle Regioni si gioca nella splendida cornice del Palaercole di Policoro. Di fronte le Rappresentative di Abruzzo e Puglia giunte in finale dopo un lungo percorso nel quale hanno sbaragliato la concorrenza di agguerrite avversarie. La compagine abruzzese, guidata dal tecnico Marianetti (squalificato in panchina al suo posto c'è il dirigente Di Berardino), ha superato nella fase eliminatoria del girone 4 il Veneto (5-3) e la Calabria (1-3) e, nella semifinale di Senise, il Lazio (4-2). Invece la formazione pugliese, guidata dal tecnico De Filippis, ha staccato il pass per la finale dopo aver collezionato, nella fase eliminatoria del girone 1, due vittorie (4-3 contro l'Emilia Romagna e 0-5 contro la Sardegna) e una sconfitta contro il Friuli Venezia Giulia (4-2), e battuto in semifinale la Basilicata (2-0). Alla vigilia del match le pugliesi si presentano con il miglior attacco del torneo, mentre le abruzzesi possono vantare la miglior difesa. Altra curiosità: l'Abruzzo, che presenta nel proprio organico le brasiliane Mendes Goncalves e Marranghello, è alla sua prima finale in questa categoria anche se, nel 2009, riuscì a portare a casa il titolo assegnatole d'ufficio dalla Lnd dopo il terribile terremoto che colpì la regione proprio nei giorni in cui si disputava la manifestazione. La Puglia, invece, è alla sua terza finale del Torneo delle Regioni. Ha, infatti, già vinto la più importante manifestazione organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti nel 2007 battendo in finale la Campania, mentre l'anno successivo si dovette accontentare del secondo posto alle spalle del Lazio. La gara inizia in leggero ritardo rispetto all'orario ufficiale. Al 2' Marranghello impegna a terra Balestra, ma al primo vero affondo la formazione pugliese va in vantaggio. Al 7' percussione centrale del capitano Di Turi che infila di destro alle spalle di Mascia. E' la rete dell'1-0. L'Abruzzo cerca subito il pareggio. Al 9' Mendes Goncalves tira di punta, ma il portiere pugliese alza in angolo. A dar manforte alle compagne è anche il portiere Mascia che, portandosi nella metà campo avversaria, imposta l'azione offensiva della compagine in casacca verde. Al 16' è ancora l'Abruzzo a rendersi pericolosa con Di Vincenzo. Balestra è costretta a rifugiarsi in angolo. L'azione si ripete un minuto dopo su conclusione di punta di Mendes Goncalves. L'Abruzzo gioca meglio e il suo forcing offensivo si fa sempre più pressante. La spinta degli esterni larghi delle verdi vestite crea qualche problema alle pugliesi. Al 18' è Pastorini ad andare alla conclusione, ma il portiere pugliese neutralizza con l'ausilio del palo. Il tecnico De Filippi richiama la propria squadra ad una maggiore attenzione in fase difensiva e a colpire con rapide ripartenze. Ma all'ultimo giro di lancette l'Abruzzo segna la meritata rete del pareggio. Marranghello riceve palla sulla sinistra. Stop e conclusione di destro che s'infila nell'angolo basso della porta difesa da Balestra. E' la rete dell'1-1 che chiude la prima frazione di gioco. Ad inizio ripresa i ritmi della gara sono meno intensi. Le due squadre si controllano e le occasioni da rete latitano. Al 13' la gara s'infiamma: prima è la Puglia a rendersi pericolosa con Colosimo che manca di un soffio la deviazione in rete, poi è la solita Marranghello, sul fronte opposto, a concludere fuori una buona ripartenza delle abruzzesi. Un minuto dopo ci prova di punta Pastorini, ma Balestra non si fa sorprendere. Il livello agonistico della gara sale ed affiora un po' di nervosismo. Ne fanno le spese Mascia e Pastorini che finiscono sul taccuino degli ammoniti. Il tempo, intanto, scorre inesorabile. La stanchezza inizia a farsi sentire nelle gambe delle due squadre che danno l'impressione di volersi giocare tutto ai tempi supplementari. E' così. Il tempo regolamentare si chiude in parità 1-1. L'equilibrio della gara, tuttavia, si rompe all'inizio del primo extra time. E' Pastorini, al 2', a superare Balestra direttamente su punizione. Miglior modo per festeggiare il proprio compleanno non poteva esserci. E' la rete del 2-1. Negli ultimi 5' di gioco la Puglia si butta generosamente in avanti alla ricerca del pareggio, ma il risultato non cambia. Vincono le ragazze allenate da Marianetti che conquistano, per la seconda volta, il TDR. Questa volta sul campo. Meritatamente.







ALTRE NEWS

CRONACA

12/06/2026 - Basilicata, Assoutenti: ''Rete Sportelli contro il sovraindebitamento delle famiglie''
12/06/2026 - Lavoro minorile, report UNICEF: raddoppiano i 15-17enni occupati
12/06/2026 - GdF. Sequestro da 55mila euro a Montalbano Jonico: nel mirino patrimonio di un pregiudicato
12/06/2026 - Natuzzi avvia la composizione negoziata della crisi: riorganizzazione degli stabilimenti e piano di rilancio

SPORT

12/06/2026 - A S. Severino Lucano La Randonnée “I Giganti della Lucania”
11/06/2026 - Gioacchino Fittipaldi in azzurro agli Europei di paraciclismo
11/06/2026 - Torna con l'11° edizione il Memorial Gigi Liguori a Policoro
11/06/2026 - Basilicata, proposta per la pet therapy: il CONI punta su Jannik Sinner come testimonial

Sommario Cronaca                        Sommario Sport












    

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua





Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo