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| Serie D: A. Cristofaro KO a Nardò |
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26/03/2012
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| Serie D: A. Cristofaro KO a Nardò
Nel deserto del "Giovanni Paolo II", i granata conquistano i tre punti mancanti per la sospirata quota 42, in attesa della sicurezza matematica. Il Nardò parte forte e pressa alto. L'Oppido si difende con qualche affanno ma non concede il tiro ai granata. Venti minuti di ritmo alto e pressing che però non sortiscono effetto causa la mancanza di una vera punta. L'Oppido gradualmente prende coraggio e comincia a ripartire. Al 20' ottiene un calcio di punizione. Il tiro-cross di Costa attraversa l'area piccola neretina senza incontrare una deviazione decisiva. Manco cerca di scuotere i suoi ma sono ancora gli oppidesi ad avere una palla goal clamorosa. Al 30' Cammarota si libera in area e tira, Salerno respinge come può, la palla lo supera ma prima che Renzi spinga il pallone in rete, piomba come un falco Raponi che sventa in scivolata. Il Nardò sembra in palla con Patera e Colucci a centrocampo, ma in avanti Taurino e Politano non incidono. Al 35' Patera guadagna un calcio di punizione dal limite ma la trasformazione del suo calcio piazzato è debole e si infrange sulla barriera. Il Nardò domina territorialmente ma è sempre la squadra lucana a portare pericoli dalle parti di Salerno, complici anche qualche incertezza di troppo nelle uscite. Il Nardò si distrae in difesa e Cammarota approfitta entrando in area in uno spazio invitante, lo affronta Palma che in contrasto alto sembra anticiparlo. Cammarota finisce a terra e l'arbitro fischia ma coadiuvato dalla segnalazione dell'assistente si dirige verso Cammarota lo ammonisce per simulazione e conseguentemente lo espelle essendo stato già ammonito. L'Oppido non si demoralizza e sul vertice opposto dell'area ottiene un calcio di punizione dal vertice sinistro. Salerno piazza una mini barriera, va sul pallone Vaccaro M., che piazza un fendente sul primo palo. Salerno non ci arriva e il Toro viene trafitto da un goal evitabilissimo ma nulla da dire sul vantaggio meritato dei lucani.Nel secondo tempo entrano in campo gli stessi effettivi Granata ma lo spirito è diverso. Il Nardò chiude l'Oppido nella sua metà campo chiudendo ogni varco per le ripartenze. Al 10' un tiro di Colucci viene deviato in corner. Il Toro insiste. Al 14' scambio Politano - Colucci, il piccolo centrocampista va al tiro, Delzio devia sul palo, la palla schizza verso l'accorrente Febbraro che da un metro piazza in rete.
La squadra lucana non ci sta e approfittando di uno sbilanciamento dei neretiini parte in contropiede con Costa. Superiorità numerica e tocco al centro per Renzi che ha davanti solo Salerno. Si gridava già al gol però arriva Politano in azione di ripiegamento che stoppa il tiro destinato alla rete. Scampato pericolo che moltiplica la convinzione del Nardò di poter agguantare il vantaggio. Al 20' corner di Walterino Patera, Uriel Raponi si fa spazio in area e di testa piazza alle spalle di Delzio. Toro in avanti.L'Oppido accusa il colpo ma il ko è rimandato solo di qualche minuto. Ancora una percussione di Colucci, difesa lucana poco reattiva, palla che filtra dalle parti di Delzio dove Taurino piazza la sua zampata vincente.
NARDO' 4-3-3: Salerno, Febbraro, Palma, Vetrugno, Raponi, Manco, Mariano, Patera (86' Giovannico), Colucci, Politano (77' Aventaggiato), Taurino. A disp. Baglivo, Mastria, Della Tommasa, De Matteis, Giannuzzi R., Verri. All. Longo, in panchina Margagliotti.
A.CRISTOFARO 4-4-2: Delzio, Vaccaro G., Provenzale, Leone A., Giganti, Farace, Leone G. (Casim 75'), Vaccaro M. (79' Dama), Renzi, Cammarota, Costa; A disp. Turco, Volturno, Sementino, De Cristoforo, Maestri. All. Manniello.
Arbitro: Aldo Marchese di Cosenza
Assistenti: Agostino Maiorano di Rossano e Marco Maiorano di Paola
Espulso Cammarota per doppia ammonizione, ammoniti Colucci e Vetrugno
Reti: 45' Vaccaro M., 58' Febbraro, 65' Raponi, 73' Taurino.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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