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| Promozione, la Santracangiolese cade su rigore a Marconia. |
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26/02/2012
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| Una Santarcangiolese mai doma tiene testa al Marconia, rischia più volte di passare in vantaggio ma nel finale è beffata da un calcio di rigore. Non è stata una gran gara per tutto il primo tempo. Le squadre ben messe in campo si sono bloccate e temute a vicenda. Le emozioni sono arrivate nel finale quando a entrambe le compagini, il solo punto andava stretto. E’ la Santracangiolese a farsi pericolosa per prima. Al 60’ è Lozito, con un colpo di testa, a impegnare il numero uno materano che nell'occasione si supera. A seguire, due volte Cavallo (70’ e 79’), potrebbe portare in vantaggio i giallorossi ma, se nella prima occasione sbaglia mandando fuori, nella seconda è ancora protagonista l’estremo difensore, D’Urso, a salvare i suoi. Il Marconia, scampato il pericolo, risponde di suo e al minuto 87’ guadagna un calcio di rigore con Carlomagno strattonato da Montano. Dure le proteste della panchina ospite nell’occasione, tanto che sia mister Esposito che il presidente Brancale, saranno allontanati dall’arbitro. Sul dischetto si porta Andrulli, per il penalty che vale la sofferta vittoria. Il presidente della Santarcangiolese usa parole di fuoco. "Uno scandalo il calcio di rigore. Primo, il contatto è avvenuto fuori area e non di poco; secondo, se fallo c’è stato è dell’attaccante sul difensore e non come ha visto l’arbitro. Per questo ci siamo arrabbiati in quel modo, perché abbiamo subito un’enorme ingiustizia. Per non parlare, poi, dell’improvvisa scomparsa dei palloni nel finale. L’unico rimasto andava fuori e bisognava aspettarne il difficile recupero".
Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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