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| Volley: Corporelle, dopo la vittoria parla la mattatrice Zicari |
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21/02/2012
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| “Avevamo ribadito più volte che le nostre difficoltà non erano legate a questioni tecniche. Mancavano solo la testa e il cuore che sabato abbiamo ritrovato”. Così Debora Zicari, schiacciatrice della Corporelle Potenza parla al termine della gara che ha visto la formazione lucana tornare a vincere. Una vittoria al tie-break (17-25, 25-12, 25-18, 23-25, 15-12) contro il Casoli che è arrivata come una boccata d’aria pura dopo i cinque ko di fila incassati nelle ultime settimane.“Finalmente per noi è arrivato il momento del riscatto - prosegue l’atleta del roster potentino, vera e propria mattatrice nella gara contro le abruzzesi con ben 24 punti realizzati – Abbiamo vinto contro una squadra che sapevamo avere individualità molto forti, come la Bonfiglio e la centrale Vanni. Dopo la comprensibile tensione iniziale, dal secondo set in poi abbiamo sbagliato sempre meno. Anche nel quarto set, dove eravamo sotto di 7 punti abbiamo tirato fuori la grinta e il carattere per rimontare. Per quanto riguarda la mia prestazione posso dire di essere molto soddisfatta. L’intesa con la palleggiatrice è stata ottima. Ora ho voglia di continuare a far bene. Sento di avere l’entusiasmo necessario per andare avanti”.Sanno bene Zicari e compagne che i due punti guadagnati sono troppo pochi per poter dire di aver superato definitivamente il blocco dei giorni scorsi. Ma è pur qualcosa per affrontare i prossimi impegni con uno spirito diverso. Il prossimo ostacolo da affrontare è il Turi. “Contro le pugliesi ammetto di aver condotto una gara troppo spenta - conclude la Zicari - Voglio far dimenticare quella mia prestazione e dare il massimo davanti al nostro pubblico”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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