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| Serie D girone H: il derby della paura |
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23/01/2012
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| Il tanto atteso derby lucano tra l'A,Cristoforo e l'Irsinese Matera ha deluso i vari tifosi presenti allo stadio comunale di Oppido. Tutta la gara è stata caratterizzata dalla paura di non prenderle. Partita brutta ricca di falli e senza emozioni forti. Il primo tempo scorre senza azioni significative tranne un tiro di Albano al 14' respinto da Del Zio da parte dell'IrsineseMatera e la risposta dell'A.Cristofaro al 19' con Dama che Giannuzzi devia in calcio d'angolo. Con il rientro delle squadre in campo comincia la girandola delle sostituzioni. Al 4' Grieco al posto di Lupacchio per i materani e Leone al posto di Costa al 7' per i padroni di casa. Col passare dei minuti il risultato non si sblocca e tra le due squadre comincia a serpeggiare il nervosismo. Ne fa le spese al 16' della seconda frazione di gioco il mister Manniello. Al 19' esce Miraglia entra Castoro tra i materani. Al 27' per somma di ammonizioni anche a Giganti l'arbitro indica la via degli spogliatoi lasciando in dieci l'A. Cristofaro che al 28' effettua un altro cambio Vaccaro al posto di Maestri. Al 34' tocca al mister Squicciarini abbandonare il campo come il suo collega. Le due squadre, rimaste senza allenatori si affidano alle giocate dei singoli. Ed è proprio da una giocata del singolo che al 93' Coquin sfruttando un rimbalzo favorevole, a seguito di una azione iniziata da Grieco, perfezionata da Donnadia e D'Aria insacca il pallone alle spalle di Del Zio. Questa ennesima prodezza di Coquin fa calare una cappa di gelo sul terreno di Oppido e i numeri, impietosi, ci dicono che l'A, Cristofaro rimane inchiodato all'ultimo posto mentre regala tre punti preziosi all'IrsineseMatera per continuare la rimonta ai play-out consentendo al mister Squicciarini di conservare il posto in panchina messo in discussione dopo le ultime prestazioni deludenti rimediate con l'Internapoli e con il Martina Franca.
Vincenzo Terracina
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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