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| Dopo la Livi la Corporelle guarda avanti. Donatella Vacca: “Dovevo dare di più" |
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16/11/2011
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| Nonostante la sfida persa al tie-break contro l’ElencoSì la Corporelle Potenza ha ben pochi rimpianti. Resta una punta di amarezza per l’infortunio della schiacciatrice Alessandra Piccione, ancora alle prese con qualche fastidio di troppo alla schiena, e per quello di Valeria Restaino. Le due atlete non si sono risparmiate in campo durante il derby, ma la prima è stata costretta ad arrendersi nel secondo set e ad assistere impotente al match dalla panchina. La Restaino, coraggiosamente in campo fino alla fine, ha dato ancora prova di generosità e carattere, e c’è da chiedersi quanto avrebbe potuto dare ancora avesse recuperato la forma al cento per cento.
Abbiamo chiesto a Donatella Vacca, che in campo ha brillantemente sostituito la Piccione, il bilancio di un incontro tanto atteso: “Moralmente ne usciamo vincenti – risponde convinta – Il gruppo si è visto. Il cuore e la grinta non sono mancati. Il ritmo di gioco è stato sempre molto elevato dall’inizio alla fine. Segno che abbiamo cercato di non concedere nulla alle avversarie”.
“Abbiamo lottato contro una formazione che in questo momento sul piano fisico ha una marcia in più – continua– Se tutte noi fossimo state al massimo della forma sicuramente avremmo potuto fare ancora meglio. Quando una gara si decide al tie-break la voglia di vincere è tanta e un po’ di amarezza rimane”.
Ma il maggior rimpianto la numero 6 della Corporelle lo ha nei confronti di se stessa: “Avrei voluto e potuto fare molto di più. Sostituire un’atleta del calibro della Piccione è una responsabilità non da poco. Ho cercato di fare la mia parte, di dare un aiuto soprattutto al reparto difensivo, ma non è bastato”.
Non sa ancora se contro lo scoglio Caserta sarà in campo sabato prossimo, ma di una cosa è certa: “Gare come quella contro la Livi servono a temprare ancora di più il carattere. Andremo a Caserta più decise che mai a conquistare punti”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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