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| Pozzovivo e Santoro: «Il Giro di Basilicata un importante patrimonio» |
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6/09/2011
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| Nel 2011, per la prima volta, la Basilicata può vantare due ciclisti professionisti in gruppo, raggiungendo così, nel suo piccolo, uno storico traguardo. Una minima parte del merito può essere senza dubbio ascritta al Giro di Basilicata, come ci spiegano direttamente i due interessati, Domenico Pozzovivo e Antonio Santoro.
«È innegabile - spiega Domenico, alle prese con i preparativi per il Giro di Padania - che il Giro di Basilicata, organizzato ogni anno con puntualità e passione dal Nucleo Gioventù Potenza, è ormai il faro del movimento ciclistico lucano e uno degli appuntamenti di riferimento dell'intero sud Italia. Non nascondo che l'ambizione di prendere parte un giorno al Giro della mia regione è stata la scintilla che mi ha invogliato ad intraprendere la strada del ciclismo. Avevo 13-14 anni quando una tappa arrivò nella mia Montalbano e quel pomeriggio giurai a me stesso che un giorno sarei stato anch'io tra i partecipanti. Quel giorno arrivò nel 1999 ma la mia prima esperienza, pur carica di significati, non fu esaltante a causa di una brutta caduta che mi mise fuori gioco. L'anno successivo mi presentai al via determinatissimo e conclusi terzo la tappa che arrivava a Montalbano e, pur mancando la vittoria, fu una sensazione fantastica. Ho avuto modo di guardare il tracciato e devo dire che anche quest'anno non mancheranno le difficoltà: alla fine chi vincerà sarà degno della tradizione della corsa».
«Correre sulle strade di casa - gli fa eco Antonio che, come il corregionale, mercoledì 6 sarà al via della corsa padana - dà degli stimoli particolari a tutti, in particolar modo a noi lucani che in carriera non abbiamo avuto così tante occasioni per farlo. Io nel 2007 ho avuto anche la fortuna di vincere una tappa del Giro di Basilicata, con arrivo a Cancellara, a un tiro di schioppo da casa mia, tra la mia gente. Quell'anno finii sesto in classifica e questi risultati rappresentarono un buon viatico per il mio passaggio tra gli Under 23. Per un ragazzino vedere una corsa ciclistica di così alto livello transitare sulle proprie strade è un ottimo stimolo per interessarsi al nostro sport, che difficilmente potrebbe incrociare altrimenti, e magari provare a praticarlo. In questo senso il lavoro svolto da Sileo e soci è encomiabile e merita tutto il nostro apprezzamento, da amanti del ciclismo lucani e meridionali in generale».
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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