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| Corporelle Potenza Volley, intervista a Simona Catalano |
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5/09/2011
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| Lunedì 29 agosto, in occasione del primo raduno della Corporelle Potenza Volley, abbiamo incontrato Simona Catalano, 31 anni, il nuovo libero ingaggiato dalla società del presidente Fieno e ufficializzato la scorsa settimana. Dopo l’esordio in Serie C con il Brindisi, la sua è stata una carriera in rapida ascesa che l’ha portata, dalla scalata dalla B2 alla B1 con il San Pietro Vernotico, fino in A2 con la maglia della Alfieri Santeramo. Poi è incominciato un lungo sodalizio con la Sanitars Flero in terra bresciana. Come nasce la scelta di trasferirti qui a Potenza e di vestire la maglia della Corporelle?Ho giocato in una squadra del nord Italia, la Sanitars Flero, per cinque anni. Ora, se devo essere sincera, il sud mi mancava un po’ e avevo voglia di tornare a giocare qui.La Corporelle è al suo esordio in un campionato di B2. Quale pensi possa essere il tuo apporto a questa squadra?Porto con me tutta l’esperienza maturata in campionati di categoria superiore. Comunque anche per me vestire una nuova maglia significa ogni volta mettermi alla prova. Sarò in un ambiente nuovo, con nuove compagne di squadra e sono certa che vrò molto da imparare. Di imparare, in fondo, non si smette mai.Come ti definiresti in campo?Senza dubbio grintosa. E determinata. E’ il mio ruolo che lo richiede. Non mi tiro mai indietro. Con la grinta, con la giusta dose di fiducia in se stessi si possono fare grandi cose.Parte con il piede giusto l’atleta di Campi Salentina a poche settimane dall’inizio del campionato, ma ci tiene a precisare: “Non bastano tante buone individualità. L’arma vincente per riuscire in uno sport come la pallavolo è la forza del gruppo, è la sinergia l’anima di una squadra. Darò il meglio di me per contribuire a creare il giusto clima per lavorare insieme”.
FOTO : SIMONA CATALANO |
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Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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