|
|
| Giro di Basilicata: Quello che sarà l’ultima tappa |
|---|
4/09/2011
|
| Dopo tre frazioni complessivamente impegnative, anche nel quarto e ultimo giorno del Giro di Basilicata ci sarà il terreno per provare a cambiare - questa volta definitivamente - il volto della classifica generale durante i 106 km che porteranno la carovana da San Chirico Nuovo a Genzano di Lucania.
L'analisi del percorso
I primi sei chilometri della tappa, che porteranno gli atleti sulla Statale 7 Appia, saranno subito impegnativi, tutti in salita, fino ai 900 metri dei Gpm posto in località Tre Cancelli. Sarà favorita quindi la nascita di qualche fuga anche se poi, come vedremo, ci sarà tantissimo terreno per recuperare. La strada tenderà quindi a scendere dolcemente e si passerà, dopo una quindicina di chilometri di corsa, dall'abitato di Tricarico, paese natale del noto poeta e scrittore Rocco Scotellaro.
La discesa continuerà fino a lambire la sponda sinistra del fiume Basento che verrà costeggiato per qualche migliaio di metri prima di svoltare a sinistra e affrontare la seconda ascesa di giornata, sei chilometri con diversi tratti con pendenze superiori al 10%, fino al centro di Grassano, uno dei borghi lucani fondati dai Cavalieri Gerosolimitani dell'Ordine di Malta.
Si ridiscenderà così dalla parte opposta, dirigendosi verso la valle del Bradano, fino quasi alla Diga di San Giuliano da dove si comincerà a risalire il corso d'acqua, lambendo il confine con la Puglia e percorrendo in senso inverso un tratto di una trentina di chilometri - tutto sommato pianeggiante seppur disseminato di piccoli dislivelli - della tappa precedente sulle SS 655 e 96bis.
A circa undici dall'arrivo si svolterà a destra in direzione Genzano, si scenderà fino al nuovo attraversamento del Bradano e ai meno otto inizierà l'erta finale, della quale tuttavia i primi chilometri saranno piuttosto abbordabili. Le pendenze si incattiviranno negli ultimi cinquemila metri, sfiorando la doppia cifra, prima dell'arrivo posto nel centro abitato.
La storiaTricarico è uno dei più fulgidi esempi di influenza della civiltà araba in Basilicata. Nel borgo, posto quasi a metà strada tra i due capoluoghi, è ancora possibile visitare i rioni - la Rabata e la Saracena - costruiti tra il IX e il X secolo da popolazioni islamizzate verosimilmente provenienti dal Nordafrica con le caratteristiche delle città fortificate arabe. Nonostante nel giro di pochi decenni Tricarico sia passata sotto il dominio bizantino, l'impronta saracena è rimasta forte e per diversi secoli i due quartieri hanno continuato ad essere abitati dalla popolazione.
La curiosità
Dopo il Parco Nazionale del Pollino nella prima frazione e il Parco Nazionale Archeologico delle Chiese Rupestri del Materano nella terza, in questa tappa il Giro di Basilicata porterà la corsa ad visitare altre due importanti aree protette del territorio regionale, splendidi modelli di ecosistemi degli Appennini meridionali. Nel tratto tra Tricarico e Grassano la corsa attraverserà un lembo del magnifico Parco Naturale di Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti Lucane, mentre qualche decina di chilometri dopo ci si troverà a sfiorare la Riserva di San Giuliano, a ridosso dell'omonima diga costruita sul fiume Bradano.
|
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |