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| Un libero esperto per la Corporelle Potenza |
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27/08/2011
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| Non conosce sosta l’impegno della Corporelle De Gasperi Volley Potenza in questi ultimi scampoli d’estate.
Infatti la società potentina è tuttora assorbita dalla campagna acquisti in vista del suo debutto nel campionato di B2 2011/2012. L’obiettivo è quello di dare gli ultimi ritocchi ad un roster quasi interamente rinnovato e di rafforzare adeguatamente tutti i reparti.
L’ennesimo colpo di mercato messo a segno in questi giorni è l’ingaggio del libero Simona Catalano.
31 anni, alta 167 cm, l’atleta di Campi Salentina è ufficialmente nella rosa allenata da coach Davide Claps che si ritroverà lunedì 29 agosto presso il Campo scuola di Macchia Romana a Potenza per il primo raduno di preparazione al prossimo torneo.
Esordisce nel 2000 il libero pugliese, giocando una stagione in serie C con il Brindisi. Poi è la volta del San Pietro Vernotico dove si ritrova nella stagione 2001/2002 ed è tra le artefici della sua scalata dalla B2 alla B1.
Il passaggio ad un campionato di categoria superiore arriva l’anno successivo, quando in A2 veste la casacca della fortissima Alfieri Santeramo. Poi è la volta del lungo sodalizio in B1 con la Sanitars Flero, dal 2004 al 2011, interrotto solo nella stagione 2005/2006 dall’esperienza in A2 con la maglia della Volley Isernia.
Quella della Catalano costituisce una presenza di peso, che va ad aggiungere un importante tassello fatto di maturità ed esperienza ad una formazione che si è già assicurata nelle scorse settimane giocatrici giovani ma dal curriculum importante, come la schiacciatrice Debora Zicari.
Un intenso lavoro, quello del presidente Rocco Fieno e del direttore generale Roberto Muliere, che passo dopo passo ha prodotto i suoi buoni frutti riuscendo a mettere insieme atlete a cui non mancano esperienza e determinazione. Da lunedì, poi, ci sarà da lavorare per farne un gruppo compatto e affiatato. Per creare, in altri termini, la squadra.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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