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Potenza: non solo calcio, tutto lo sport è in agonia

30/07/2011



I soldi che mancano, gli sportivi che non s’accordano, l’impiantistica «migliorabile anche se non insufficiente». Ma fare calcio non è difficile solo a Potenza, perché la crisi generale ha messo in ginocchio tutti, un po’ ovunque. È il pensiero di Piero Rinaldi, presidente del comitato regionale della Figc, alla vigilia di una stagione che si preannuncia problematica per diverse «sfere» sportive del capoluogo. «La frammentazione in diverse realtà calcistiche è un problema – spiega il numero uno della Federcalcio lucana – che nasce dal vuoto lasciato dal Potenza nel calcio professionistico. Ognuno crede di poter essere l’erede dei rossoblu a livello nazionale, ma probabilmente ci vorrebbe un progetto unico, senza però negare ai ragazzi meno dotati tecnicamente e agonisticamente la possibilità di giocare comunque».

Più squadre (8 fra Eccellenza e Seconda categoria), maggiori problemi di condivisione degli spazi. Eppure per Rinaldi il parco-impianti della città non è insufficiente: «Al di là dello stadio Viviani, utilizzato l’an - no scorso da Potenza Sc, Atletico e Controsenso – illustra Rinaldi – ci sono il Federale e il ‘Macchia Giocoli’. E poi c’è l’Enaoli, che può essere usato per le partite di Esordienti e Giovanissimi e per gli allenamenti delle squadre A, e il campo di contrada Lavangone, ormai raggiungibile in pochi minuti grazie al miglioramento della viabilità».

L’unico neo riguarda la manutenzione «che non sempre è puntuale». Il guaio, oggi, è che la crisi generale grava molto sul calcio: «Gli sponsor sono sempre di meno e i Comuni, che prima finanziavano, ora sono costretti a chiedere contributi per l’utilizzo degli impianti». E le società spesso gettano la spugna. A rischiare ora è il Potentia S. Cecilia, anche se il problema dei galletti gialloblu, al di là dei soldi, sembra essere la carenza di accompagnatori. Ci mancava solo questa, del resto.

di ANTONINO PALUMBO
Gazzetta del Mezzogiorno


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