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| Torneo Scirea: Alla Juve la 15^ edizione |
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19/06/2011
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| Per la terza volta da quando è stato istituito il torneo internazionale under 16 dedicato a Gaetano Scirea la coppa va alla Juventus, che raggiunge le vittorie dell’Inter e dell’Atalanta anche loro a quota 3.
Ieri sera i bianconeri hanno battuto per 3 reti a 2 i cechi dello Sparta Praga al termine di un match combattutissimo.
I ragazzi di mister Grabbi hanno subito una sola sconfitta contro il Deportivo Guadalajara per 3 reti a 1 nelle fasi a gironi, sconfitta molto contestata dai bianconeri, da li in poi solo vittorie. Nei quarti, 4 a 1 contro il Bari, nella semifinale 4 a 0 contro il Noicattaro che aveva raggiunto le semifinali grazie al ricorso fatto contro il Deportivo Guadalajara che aveva schierato un giocatore squalificato e in finale ha battuto i cechi dello Sparta che avevano eliminato nei quarti l’Inter e in semifinale il Partizan in una partita infinita conclusasi ai rigori.
La cronaca: E’ la Juventus ha trovare per prima il vantaggio con un calcio di rigore assegnato per fallo di mano di Horvat. Alla battuta va Danza che spiazza il portiere e porta in vantaggio i suoi. La risposta dei cechi non tarda ad arrivare, infatti al 23’ una distrazione difensiva favorisce Cavos che trova il goal del pareggio.
I Bianconeri non si arrendono ed alla mezzora è Mannai da pochi passi a riportare in vantaggio i suoi. Il primo tempo si chiude 2 a 1 per la Juve. Nella ripresa i ragazzi di Grobbi entrano determinati per chiudere la partita ed al 10’ trovano la terza rete con un colpo di testa di Gerbaudo. Sembra finita ma 5 minuti più tardi Sima accorcia le distanze per lo Sparta e riapre la partita.
Partita che si infiamma alla mezzora quando lo Sparta sbaglia con Cavos una ghiotta occasione per pareggiare buttando la palla alta sulla traversa da ottima posizione. Dopo 4 minuti di recupero l’arbitro decreta la fine della partita e la Juve è campione del Torneo.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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