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| Volley: Lauria in trasferta per la vittoria |
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30/04/2011
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| Ora ci vogliono i tre punti per dare il colpo finale al campionato. Lo stop pasquale è servito alla Nicodemo Lauria per ricaricare le batterie ma anche per concentrarsi al meglio in vista della trasferta di domani (sabato 30 aprile, ore 19) contro la Callipo Vibo, 25esimo turno del girone I di B2. Brucia ancora, nel quartier generale gialloblu, la brutta sconfitta (0-3) in casa della capolista Pubbliemme Pizzo, che ha ridotto al lumicino le speranze di promozione diretta in B1 del gruppo guidato da mister Bosco. Ecco perché prendere tre punti in casa del Vibo diventa indispensabile per difendere il secondo posto e mettere un’altra bella ciliegina sulla torta di una stagione comunque più che positiva. Non sarà un compito facile battere la Callipo. Agli ordini di Claudio Torchia, uno dei migliori tecnici del girone I c’è un ottimo gruppo, magari poco dotato a livello fisico ma molto bravo dal punto di vista tecnico e tattico. Il punto forte dei calabresi è proprio il gioco di squadra, che ha le sue punte di diamante in particolare nell’estroso palleggiatore Mario Esposito (classe 1992, 1,81 di altezza) e nel martello Giuseppe Feroleto (classe 1991, 1,90 di altezza). Sul fronte lauriota, mister Bosco è costretto a fare a meno del capitano Rija (squalificato per somma di ammonizioni) e dovrà schierare lo schiacciatore Maiorana non in perfette condizioni fisiche. Ormai manca solo la matematica ad ufficializzare l’accesso nei play-off, ma i gialloblu pensano già ai possibili avversari per un posto in B1. La rosa dei sestetti si restringe al Trivianum Triggiano, al Parsec 3,26 Squinzano, all’Aurispa Alessano, alla Pallavolo Terracina e infine alla Serapo Volley Gaeta. Le più abbordabili sembrano essere le laziali, ma il riserbo della società non si scioglie: «Quel che conta ora è passare a Vibo, al resto ci pensiamo da lunedì in poi».
di Giuseppe Petrocelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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