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| Calcio: il Moliterno incontra l'Oppido |
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9/04/2011
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| A quattro turni dal termine i numeri sono da (quasi) record per l’Oppido primatista: su ventotto gare disputate diciannove le vittorie, cinque i pareggi, sessantadue i punti in classifica. Inoltre, il club bianco-verde vanta nel suo carnet sessantadue gol realizzati, di cui ventuno portano la firma del bomber Campisano, sedici di Grieco ed otto di Leone. Dieci sono i punti che, al momento, lo separano dalla diretta inseguitrice Atella. Ma sullo sfondo dell’annata storica dell’Angelo Cristofaro Oppido è bene in vista la fotografia di un campionato sotto la sufficienza, dominato da un calcio noioso e dalla penuria di “giocatori-giocatori” che fanno la differenza nel mucchio e capaci di deliziare, spostando intelligenza, creatività ed estro dalla testa ai piedi.La squadra del presidente Mancuso e dell’Allenatore Mazziello, intanto, questo pomeriggio a Moliterno corre per aggiudicarsi i tre punti che le mancano al traguardo della “matematica-certezza-promozione”. Sull’altro fronte troviamo una Polisportiva che ancora non ha messo in cassaforte la salvezza. Dunque l’ opposto obiettivo dei due schieramenti è motivo per una gara che si preannuncia (almeno sulla carta) dalle forti emozioni.Nel campionato di eccellenza, dagli inizi degli anni novanta ad oggi, i match (in casa e fuori ) tra Moliterno ed Oppido si assommano a diciassette. Di questi precedenti i rossoblu ne hanno vinti tre e persi quattro, dieci i pareggi. Il fattore campo ha sempre padroneggiato. Nessuna delle due squadre si è assicurato mai il colpaccio fuori dalle mura amiche. Il super-Oppido di Mazziello, in volata per l’interregionale, ci prova oggi al Venezia a partire dalle ore 16.00.
Mimmo Mastrangelo
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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