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| Serie D: Pisticci dopo la vittoria rischio ammutinamento della squadra |
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29/03/2011
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| Dopo due mesi a digiuno di vittorie, il Pisticci torna a fare bottino pieno. E lo fa sfoderando una prestazione durante la quale gli avversari vengono semplicemente annichiliti. Grande mattatore dell'incontro Ciro De Cesare, al rientro dalla maxi squalifica di cinque turni. I goal tutti nel secondo tempo con Falco ad aprire le marcature al secondo minuto grazie ad un perfetto assist di De Cesare, subito dopo ancora Falco di testa a portare i gialloble a due. Al 27’ arriva il tris con Selvaggi per poi chiudere i conti De Cesare con un calcio di punizione perfetto per il 4 a 0 finale.
Ma la serenità finisce subito in casa Pisticci. Nemmeno il tempo di godersi la festa che la dirigenza è chiamata a fronteggiare il rischio ammutinamento della squadra. Come si legge dal sito ufficiale del Pisticci (www.gialloble.com) pare, che oggi i giocatori del Pisticci possano decidere di non recarsi alla seduta di allenamento per protesta, al fine di vedere riconosciuta parte degli emolumenti pregressi ed ancora non erogati.
“C’è questo rischio – ammettono congiuntamente il presidente D’Angella ed il vice Albano sul sito del Pisticci -, perché stamattina (ieri per chi legge ndr) il capitano del Pisticci, Malafronte, a nome di tutta la squadra ci ha comunicato che il gruppo potrebbe disertare la seduta di allenamento in assenza di segnali da parte nostra”. La società si augura che l’emergenza possa rientrare, ma mostra anche comprensione nei confronti dei suoi tesserati. “Ci sono dei ritardi – ammettono D’Angella ed Albano -, ma noi stiamo lavorando su più fronte nel tentativo di ottenere quelle somme previste e non ancora ricevute. Invitiamo i nostri giocatori a non assumere forme di protesta così drastiche. Noi al momento non siamo nelle condizioni di dare garanzie su richieste a stretto giro di orologio, ma stiamo cercando in tutti i modi di abbreviare i tempi per chiudere positivamente con alcuni canali aperti da tempo. Siamo i primi a sperare di poter gratificare al più presto i nostri ragazzi e siamo mossi dalla ferma intenzione di tener fede agli impegni”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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