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| Basket: il Senise sconfitto dal Monte. Durante colpito a gioco fermo |
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15/03/2011
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| E’ arrivata la sconfitta a Monte di Procida per il roster di Coach De Angelis, ma la notizia non è la sconfitta ma il comportamento della formazione Campana che ha dato un vero segno di antisportività nei confronti degli atleti della Pallacanestro Senise. Un atto di violenza che non fa parte dello sport e soprattutto del mondo del Basket perchè anche se durante le partite ci sono tensioni in campo tutto dovrebbe restare sul parquet senza però mai aggredire fisicamente nessuno. Vanno bene le parole, non una testata e non un calcio: questo non è Sport, questo tipo di violenza lasciamolo alla strada e non ai palazzetti dove ogni partita dovrebbe essere una festa sportiva e non un ring su cui sfogare le proprie tensioni.
Cosa è successo: al 37' l'atleta Regio del Monte di Procida, dopo essere stato espulso per un calcio da dietro all'atleta Bartoli del Senise che stava in fase di ripartenza, ritorna in campo nonostante l’espulsione ed a gioco fermo colpisce con una violenta testata l'atleta Durante del Senise che si accascia al suolo sanguinante, lo stesso atleta è stato costretto a subire due punti di sutura presso l’ospedale di Potenza.
Tutto qui, una partita che il Senise ha perso 78 a 68 mantenendo la gara in equilibrio fino al terzo quarto che si chiude con 3 punti in meno. L’ultimo quarto si chiude con un clima non dei migliori i Campani hanno allungato. Buona la prova del solito Marino con 14 punti.
MONTE DI PROCIDA:
Barbato 9, Bjelic 22, Scotto di Perta 15, Tranfa 7, Regio 12, Mirra n.e., Fevola 3, Lubrano n.e., Rush 10, Conte n.e.. All. Di lorenzo
Pallacanestro SENISE:
Pernice n.e., D'Aranno n.e., Durante 8, Marchese 8, Longo, Palazzo 9, Bartoli 12, Pairone 8, Marino 14, Femminini 9. All. De Angelis
Arbitri: cappelluzzo di Benevento e Bisesto di Telese Terme (BN).
Parziali: 26-21 - 17-21 (43-42) - 16-14 (59-56) - 19-12 (78-68)
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CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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