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| Calcio a 5: sesta sconfitta stagionale per la Polisportiva calverese |
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7/02/2011
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| Sesta sconfitta stagionale per la Polisportiva calverese,che nel recupero dell’8 giornata perde a Rivello contro la squadra di casa. Atteggiamento prudente nei primissimi minuti, ma Alfani al 4’ porta avanti i suoi,1 – 0 per lo Sporting. E’ sempre il Rivello a farsi pericoloso prima con il N.10 Gargaglione, che colpisce il palo, poi con Pettinato,ma ci pensa il portiere della calverese a sbrogliare il tutto con una bella parata. Al 10’ la squadra ospite comincia a farsi vedere nell’area avversaria grazie a Costanzo e Di Sario ma la palla non entra. Al 16’ è ancora lo sporting a segnare con il n.9 Pettinato.L’ A.S.P.D calverese sembra subire il colpo e nel giro di 4 minuti subisce altri tre gol: Gargaglione, Alfani e Ferrari i marcatori. La polisportiva cerca di reagire, e al 21’ dopo uno scambio con Di sario, Castronuovo brucia il portiere con un bel tiro sotto la traversa. Ma è solo un lampo: il tempo di ricominciare la partita e il Rivello segna ancora,con Pettinato. Castronuovo non ci sta e insiste: fa fuori il portiere ma prima che la palla superi la linea la difesa dello Sporting spazza via. È ancora Calverese con Costanzo e Castronuovo, ma il N.1 del rivello Guzzo si fa trovare pronto. Prima del fischio dell’arbitro c’è tempo per un’ altro gol della squadra di casa: Pettinato segna il 7 – 1. Il secondo tempo inizia con la polisportiva in attacco: al 7’ Costanzo si fa carico di una punizione e con una gran botta di sinistro segna il 7 - 2. La squadra ospite insiste ma al 10’ dopo un fallo su Di Sario non fischiato, il Rivello riparte e Labanca gonfia la rete per l’8 - 2. La partita continua con occasioni per entrambe la parti ma il risultato resta invariato. Lo Sporting Rivello sempre più leader del girone con 22 punti, mentre la polisportiva rimane al penultimo posto in classifica. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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