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Fc Francavilla-Ostuni: i voti

17/01/2011



Riuscire a dare dei giudizi per la partita di domenica giocata al Fittipaldi è sicuramente difficile, visto che l’arbitro ha sicuramente inciso sull’umore dei rossoblu. Ma questa non è una giustificazione, anche perché, come si è detto, il rendimento dei rossoblu fino alla prima espulsione non è stato certamente all’altezza delle aspettative: non si è vista la voglia di rivalsa in campo amico di una squadra che, sula carta, dovrebbe ancora saper dimostrare la superiorità, soprattutto negli scontri casalinghi contro l’ultima in classifica.

Di Vincenzo: 6,5 Su entrambi i goal non ha colpe eccesive (nel secondo è stato bleffato dalla deviazione del difensore di casa); ha il merito di evitare di far esplodere i pugliesi e tenere la gara in bilico fino ala fine nonostante la palese difficoltà numerica dei suoi. Una piccola ingenuità di reazione gli procura l’ammonizione.
Angelino: 5,5 Parte bene in un ruolo a lui non molto congeniale ma piano piano l’Ostuni lo in quadra e scompare dalla scena.
De Icco: 5 Grave responsabilità sul primo goal avversario, visto che consente il cross a Lopez. Sull’episodio dell’espulsione non c’entra nulla, con un arbitro forse un po’ troppo pignolo e frettoloso nelle scelte. Ma, con il rosso, arriva anche l’impossibilità di recuperare nel complesso la prestazione.
Di Giorgio: 5 Il Professore è in difficoltà e anche lui dalla crisi guadagna solo caos. Il suo piede si trova per sbaglio tra Lopez e Di Vincenzo nel goal del vantaggio.

D’Onghia: 5 Anche lui ha grosse responsabilità sul primo goal. Fa quello che può senza risultati.
Fanelli: 5 (46’ Bocconi) Il piccolo di casa non riesce quasi mai ad entrare in partita, tanto che Marino nel secondo tempo lo sostituisce con Bocconi.
Bocconi:5,5 Entra per Fanelli, si posiziona a centrocampo ma non riesce mai a fare ciò che il mister gli chiede vista anche la mannaia delle due espulsioni.
Manco: 5,5(65’ Sperandeo) Corre e urla tantissimo nel primo tempo, ma cade anche lui nella giornata no della squadra.

Sperandeo: 5 Da lui ci si aspettava sicuramente di più ma, subentrato a Manco, in due occasioni non trova il tempo giusto per non farlo rimpiangere. Nota positiva: l’ultimo sussulto che trova una pronta risposta di Fortunato.
D’Ambrosio:5 La soggezione del campione arrivato dalla serie C forse complica la decisione di sostituirlo. Tenta in qualche episodio di spaventare gli avversari con le sue proverbiali punizioni ma anche per lui la giornata è negativa. E l’andamento è lento.
Alvino:5,5(55’ Marziale) Parte bene, dimostra la marcia in più nelle partite casalinghe. Poi gradualmente rallenta il ritmo e nella confusione generale si perde. Marino gli preferisce Marziale.
Marziale: 6 Entra e cerca di fare il suo bloccando i contropiedi avversari e cercando di trovare anche il goal del pareggio che non arriva per un soffio.

Chisena: 7 Nonostante la tragedia generale per lui è una giornata “si”. Dopo l’espulsione del compagno di reparto reagisce nel migliore dei modi e, tutto da solo, segna il goal del momentaneo vantaggio. Un mezzo voto in più perché è difficile non reagire malamente alle provocazioni fisiche e da cartellino giallo di avversari e arbitro. Ma lui ci riesce, nonostante un’azione da rigore si trasformi incredibilmente in un’ammonizione per lui.
Del Prete: 5 Tante volte è stato l’uomo determinante soprattutto per atteggiamento ed emotività. E proprio un uomo di esperienza come lui non può commettere azioni da espulsione che condizionano palesemente l’andamento dei suoi compagni. Il cartellino rosso arriva e sorprende tutti, visto che tutta l’attenzione era rivolta da un’altra parte (dove era il pallone). Ma, le immagini, sono inequivocabili. Grossa perdita per le prossime gare.

Pubblico: voto 4
Di solito non esprimiamo giudizi su quello che dovrebbe essere il dodicesimo uomo delle gare casalinghe. Questa volta, però, ci sbilanciamo con un voto negativo figlio dell’abitudine che spesso porta alla critica e non all’incitamento. Il pubblico di casa (visto nella totalità che offusca le eccezioni) inveisce e non incoraggia e, neanche dopo il goal del vantaggio, arrivato in inferiorità numerica, prova ad incitare i ragazzi di Marino. E se questo è routine per i veterani in campo, meno facile da digerire è per lo stato d’animo dei più giovani. Le bandiere dovrebbero esistere per essere sventolate.

Lasiritide.it


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