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Intervista al giovane campione lucano Francesco D'Onofrio

3/01/2011



Francesco D’Onofrio è figlio d’arte e fratello di campionessa (Terryana) ma, non è questo che fa di lui un campione. Qui non conta chi sei e da dove vieni, ma, quanto credi in quel che fai. A portarlo sui podi alti del karate, infatti, sono da sempre la fatica in palestra e la sua determinazione. Proprio come quel “caparbio” di papà Vincenzo che ha fatto di Sant’Arcangelo, col suo "Centro Motorio", un punto verso il quale il mondo delle arti marziali, volge ammirato lo sguardo.
La Siritide lo aveva premiato come atleta lucano più rappresentativo il 2 febbraio di un anno fa, in occasione del Premio La Siritide. E lui non ha deluso.
Abbiamo incontrato Francesco a fine 2010 per una breve intervista.

Come giudichi il tuo 2010?
Un anno di successi, eccezionale: per l’argento agli Europei, a febbraio, e per aver conquistato il titolo italiano, a novembre, nella nuova categoria 63 kg. Oltre naturalmente ai tanti successi a squadre, nelle diverse manifestazioni.
Inizia il 2011, quali i programmi e gli obiettivi per il nuovo anno?
Sarà un anno intenso e ricco di emozioni. Si parte con l’Europeo, in Serbia, a Febbraio; poi la Coppa del Mondo, in Grecia, a Giugno. A Settembre l’appuntamento è a Bari per il campionato del Mediterraneo, mentre a Ottobre si svolgeranno i Mondiali in Malesia.
Già dai primi di gennaio, dal 2 al 5, sarò in raduno con la Nazionale. Dal 31 poi, parte la preparazione per l’Europeo. Dovrò poi affrontare le gare previste dai Ranking (classifiche), per essere tra quanti rappresenteranno i colori azzurri alle gare internazionali.
Raccontaci la vittoria o la gara più bella della tua carriera.
Come gara, senza dubbio la finale agli Europei 2009, anche se non ho centrato l’oro. Mi ricordo le emozioni che avvertivo nel sapere gli occhi di tante persone concentrati su me e il mio avversario.
La vittoria più bella, invece, il recente titolo di campione Italiano nella categoria, 63 kg.
Quanti sacrifici comporta il tuo sport? Qual è la giornata-tipo quando ti alleni?
Io mi diverto, perciò non vedo i sacrifici. Certo Niente viene per niente.
La giornata tipo varia secondo le gare in programma. Di solito mi alleno per oltre un’ora al giorno. Se preparo un incontro, invece, circa 2 ore, nei 45 che lo precedono. Salvo il sabato e la domenica che trascorro con gli amici.

di Paolo Sinisgalli


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