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| Volley: La Nicodemo Lauria in trasferta a Paola |
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4/12/2010
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| Trasferta complicata ma non impossibile quella di domani a Paola per la capolista Nicodemo. Al big match contro il Geki, in cartellone alle 18 e valido per l’ottavo turno di campionato del girone I di B2, i laurioti arrivano sull’onda del rotondo successo sul Tremestieri, che ha caricato come una molla l’ambiente gialloblu. La macchina della Nicodemo viaggia ormai a pieno regime: gli allenamenti sono proseguiti per tutta la settimana a tambur battente, la concentrazione dei ragazzi è al massimo e il loro stato psicologico è molto sereno. Anche dall’infermeria solo buone notizie: tutti gli atleti sono abili e arruolati. Dunque, sul parquet calabrese mister Bosco si affiderà al sestetto base, con la diagonale Passaro-Terranova (Salomone e Sabellini sono però pronti a raccogliere il testimone), i centrali Rija e Testagrossa, i martelli Lopis e Maiorana e il libero Riccio.
La piazza si attende una grande prestazione dai gialloblu: i 18 punti conquistati finora grazie ad una straordinaria intensità di gioco, di applicazione tattica e di tenuta psicologica rappresentano un ottima base di partenza per sperare in bene. A quanto si apprende, saranno davvero tanti i tifosi pronti a partire domenica alla volta di Paola per seguire le avventure di Lopis e i suoi fratelli. Di fronte però non c’è una squadra-cuscinetto, ma al contrario un sestetto molto determinato che non nasconde le sue ambizioni di B1. Il roster guidato da mister Polimeni ha raccolto finora 14 punti e grazie ad atleti sempre temibili come le bande Kunda (in forse per domenica) e La Rosa o i centrali Signorelli e Petitucci e soprattutto l’opposto Buracci sono capaci di abbattere qualsiasi difesa. Considerando poi che il clima nel Palasport di Paola sarà molto caldo, per via dell’accesa rivalità fra le due compagini, è facile dedurre che portare a Lauria i tre punti equivarrebbe a compiere un’impresa di proporzioni storiche.
di Giuseppe Petrocelli |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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