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| Cala il sipario sul “Trofeo dei Parchi Naturali-mtbonline”. |
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20/10/2010
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| Anche quest’anno chiusura in grande stile a Fondi, cittadina in provincia di Latina. Il trofeo di mtb più ‘pedalato’ del centro-sud, giunto alla VIII edizione, ha celebrato la gara conclusiva in un’eccezionale e calda giornata di ottobre. Ad aggiudicarsi l’ultima tappa, il lucano Vito Buono, materano in forza al Team Eurobike, che ha chiuso il tracciato lungo 50km in 1h 45’05”. L’atleta ha fatto la differenza intorno al 18° km, nella tecnica e impegnativa discesa che ha costretto diversi atleti a mettere il piede a terra o finanche scendere dalla sella. Il materano al contrario, proprio tra le radici e le pietre dell’unico tratto in discesa della gara, ha messo le ali divorando secondi preziosi ai suoi diretti rivali. La vittoria di Buono, atleta proveniente dalle corse su strada, sottolinea ancora una volta la peculiarità di questo tracciato, certamente non adatto agli scalatori puri, bensì più adeguato a chi riesce a tenere un passo veloce, e soprattutto costante. Il gruppo di testa ha viaggiato con una media oraria veramente impressionante, nonostante il fango e l’acqua presenti in abbondanza sul tracciato. A Fondi come accennato sono stati premiati anche i vincitori del Trofeo dei Parchi. La classifica assoluta è stata dominata da Vincenzo della Rocca atleta del team Cubulteria Bike, che già alla vigilia conservava un margine abbastanza largo per poter puntare al titolo senza dover fare poi tanti calcoli. Anche la classifica femminile ha visto una protagonista assoluta. Parliamo di Sabrina Manco, atleta del team Tugliese, che nella categoria MW è riuscita ad imporsi in tutte e cinque le prove e che porta a casa per il secondo anno consecutivo la maglia di campionessa. Termina così il viaggio attraverso Parchi Naturali ed Oasi protette. Sette mesi di gare e di passione per la mtb che hanno catapultato i bikers del meridione in un’avventura cominciata nel mese di Aprile in Puglia con la GF del Parco dell’Alta Murgia a Corato. A maggio è toccato alla Campania sui sentieri del Parco del Sele. E’ stata poi la volta della decennale Marathon del Pollino in Basilicata e della “tosta” GF del Tartufo in Molise. Un tour, dunque, che ha attraversato il cuore del sud Italia e dei suoi tanti Borghi che per un anno intero restano quasi nell’anonimato per poi riuscire alla grande con manifestazioni che coinvolgono centinaia di bikers, e non solo. La vera mission del Trofeo dei Parchi è sempre stata, infatti, quella di promuovere le bellezze e le rarità dei Parchi naturali del Sud Italia di cui si sente parlare veramente poco. Pensiamo allo statuario ‘Pino Loricato’ del Pollino, oppure all’imponente Castel del Monte. Il Trofeo dei Parchi continuerà comunque a ‘vivere’ attraverso il suo sito internet www.trofeodeiparchinaturali.it, che dal prossimo gennaio sarà rinnovato e interattivo, e attraverso le tante manifestazioni e iniziative collaterali che i gruppi sportivi promotori porranno in essere nelle rispettive aree di appartenenza. Un plauso finale lo rivolgiamo a mtbonline.it, voce e anima del Trofeo fin dalla sua nascita. Lo staff organizzativo ci tiene inoltre a ringraziare Luciano Forlenza titolare del negozio Bike&Sport, il signor Favia titolare della ditta ISACO, e tutti i bikers che negli anni hanno contribuito al consolidamento di questa bellissima realtà, che muove i suoi passi al di fuori delle prestigiose e remunerative logiche di sponsorizzazione. Il trofeo dei Parchi Naturali si nutre difatti della sola linfa vitale profusa da società sportive, associazioni e gruppi di volontari, nonché di piccoli contributi elargiti dalle amministrazioni locali, che comunque restano inappropriati per far correre un ‘cavallo di razza’ come questo. E’ per questo motivo che gli organizzatori vogliono dire GRAZIE a tutti i bikers, che riescono talvolta a vedere oltre quelli che ancora sono i punti deboli del Circuito, continuando da anni a supportarlo e farlo crescere. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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