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| Matera schiaccia la Nocerina e mostra le sue potenzialità |
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20/08/2010
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| Dolce vendetta in salsa lucana al “XXI Settembre”. Nel secondo turno di Coppa Italia (primo per il Matera, per il rinvio del match di Ferragosto con l’Andria) i biancazzurri piegano la Nocerina che domenica scorsa, a sua volta, aveva chiuso con il Melfi per 5-2. Buona prova per i padroni di casa, che “of frono” il doppio pareggio ai campani solo per altrettante ingenuità. Il risultato, comunque, non deve fare esaltare, anche se il Matera ha mostrato, nonostante la squadra non sia ancora nel suo assetto definitivo, le po tenzialità del gruppo e di alcune individualità. Tra queste, spiccano quelle di Ancora, Provenzano, Alassani e Del Sorbo. Quest’ultimo ha aperto e chiuso il poker di reti. La prima, su assist di Ancora che riceveva a sua volta da Logrieco (6’ p.t.). Poi, con un pallonetto da antologia, sempre su assist di Ancora. Catanìa, dal canto suo, per due volte (al 25’ p.t. e al 10’ s.t.) assicurava il pareggio alla Nocerina approfittando di qualche malinteso nel reparto arretrato. È in quest’area, infatti, che il Matera deve completarsi e registrarsi. Uno scatenato Alassani, prima della fine del primo tempo portava in vantaggio i lo cali, su assist di Ancora. Nella ripresa, la punta togolese provava ancora a fare gol in due occasioni (al 25’e al 29’), nell’ultima delle quali s’infortuna ed esce di scena, tra gli applausi dei tifosi. Il 3-2 lo ha siglato Manetta: spara la palla, che carambola su Perricone e gonfia la rete avversaria. Ieri mattina, infine, riunione operativa nei piani alti del club tra il tecnico Cadregari, il presidente Perniola e il diesse Dimitri. Si attende l’innesto di due altri calciatori e mentre si spera che si concluda con il difensore centrare Villagatti, si seguono le piste per un centrocampista di spessore.
Enzo Fontanarosa
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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