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| Pozzovivo, sempre più in alto |
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12/08/2010
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| Aveva sofferto molto dopo il Giro, per un brutto incidente capitato proprio nel momento migliore della sua carriera, ma affiancato come sempre dalla presenza e dall’affetto dei genitori L e o n a rd o e Ro s a n n a , Domenico Pozz ovivo si è ripreso alla grande grazie al suo carattere di ferro. «Dopo un mese con le stampelle, ho partecipato al campionato italiano, arrivando tra i primi 15, e lì – racconta – ho capito che potevo vincere il Brixia Tour. L’amare zza del Giro è così passata in secondo piano, ed ora punto ad un finale di stagione ad alto livello, con la Tre Valli Varesine e i Giri di Emilia e Lombardia, a me congeniali». Ieri mattina l’Amministrazione provinciale e il comitato provinciale della Federazione ciclistica italiana hanno reso omaggio al campione di Montalbano Jonico, vincitore al Brixia Tour, la famosa corsa di cinque tappe per professionisti che si è conclusa il 25 luglio ad Orzinuovi, su un percorso totale di circa 700 km. A presentare le qualità del ciclista, nel Palazzo della Provincia, è stato il presidente della Fci provinciale, Carmine Acquasanta, che ha definito Pozzovivo patrimonio lucano ed internazionale, oltre che uno tra i migliori scalatori del momento. «Domenico ha vinto gare di assoluto prestigio, sia da dilettante sia da professionista, ovvero dal 2005 – ha detto Acquasanta –. Dopo l’exploit al Giro d‘Italia 2009, dove si classificò nono, questo doveva essere il suo anno, ma un brutto infortunio nella crono iniziale gli ha procurato la frattura del ba cino. Però la sua grande forza di volontà gli ha permesso di tornare in bici dopo appena un mese e conseguire un successo strepitoso». Complimenti a Pozzovivo, che tra l’altro ha conseguito la laurea in economia aziendale, sono giunti dal vice presidente della Provincia Giovanni Bonelli, dagli assessori Antonio Montemurro e Angelo Garbellano, dal presidente del Consiglio provinciale Aldo Chietera e dal presidente della Fci regionale Matteo Lioi.
NANNI VEGLIA
Gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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