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| Potenza, cresce l’attesa per la D |
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28/07/2010
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| Sarà un fine mese decisivo per il futuro del calcio potentino. Proprio tra fine luglio ed inizio agosto infatti, si deciderà il futuro del Potenza Sc e di conseguenza, anche quello della nuova realtà societaria, legata all’associazione «Il Mio Potenza» e al gruppo Donofrio che attraverso l’affiliazione del Viviani Potenza è pronta a prendere in eredità la storia calcistica del capoluogo. L’attesa dunque, è tutta per il prossimo Consiglio Federale (30 luglio) e per quello successivo (4 agosto) che dovranno confermare esclusioni, ripescaggi e posti riservati alle società che sono state estromesse dai campionati professionistici. Insomma entro la prima settimana di agosto i gironi dovrebbero essere ufficializzati (la prima bozza è uscita dal Consiglio dei dirigenti di Lega nazionale dilettanti di Francavilla) anche in considerazione del fatto che le date di Coppa Italia (22 agosto) e inizio campionato (5 settembre) sono state già confermate. «Penso che tra giovedì e venerdì - ha spiegato il sindaco Santarsiero - sapremo qualcosa in più su il destino del calcio potentino. Noi speriamo che la città riesca a mantenere la sua presenza in serie D con qualunque delle realtà attualmente in campo». Santarsiero è atteso in queste ore nella capitale per un nuovo incontro con i vertici della Lega Dilettanti. Il primo cittadino del capoluogo è deciso a continuare il suo pressing perorando la causa rossoblù. Nel frattempo le due realtà attualmente in piedi (Potenza Sc e Viviani Pz) sono impegnate ad organizzare il proprio futuro che entrambe vogliono in serie D. L’una però esclude l’altra e dunque, almeno a distanza è una sorta di «guerra» dei nervi. Si fanno i primi nomi, si ostenta fiducia. Insomma il solito cliche di inizio stagione con tanto di finale trilling.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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