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| Calcio: è crisi, molte società rischiano di scomparire |
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27/07/2010
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| Manca solo l'ufficialità, ma l’Fc Matera è ad un passo dal ritorno fra i professionisti. Infatti il club materano che ha fatto la richiesta di ripescaggio in seconda divisione di lega Pro, in virtù della vincita dei play-off di serie D e della Coppa Italia dilettanti e date le poche domande presentate dai club per ottenere il ripescaggio in Seconda Divisione, appena sette hanno fatto domanda su ben dodici posti disponibili.
Il 4 agosto il club materano potrebbe tornare in Lega Pro a meno che la Lega non decida in virtù delle poche domande di ripescaggio di ridurre a 16 squadre il numero dei gironi della Seconda Divisione. Ipotesi però al momento che appare difficilmente percorribile, dunque per la squadra dei Sassi quello che sino a pochi mesi fa sembrava un utopico miraggio fra una decina di giorni potrebbe divenire, clamorosamente, realtà.
La crisi che sta coinvolgendo il calcio professionistico si evidenzia proprio dalle domande di ripescaggio fatte per i due campionati di lega pro, ben 17 su 20 squadre scomparse (21 se contiamo l’Ancona in serie B).
Dalle pagine della Gazzetta dello Sport, il presidente della Lega Professionisti Mario Macalli dice la sua in merito ad un eventuale prolungamento dei tempi per la presentazione della domanda di ripescaggio: “Non si riapre nulla”. Questa la lapidaria dichiarazione del numero uno della lega professionisti.
Questo momento difficile si farà sentire anche nei campionati di serie D, al quale oltre a perdere le squadre che hanno fatto richiesta di ripescaggio e quelle che non si sono iscritte, si aggiungono quelle che sono state bocciate; al momento dovrebbero essere più di 13 i club che tra non iscrizione e bocciature non dovrebbero partecipare al campionato di serie D, in più si aggiungeranno i 7 club che hanno fatto domanda di ripescaggio in lega Pro che con grossa probabilità verranno ripescate tutte.
Giuseppe Panaino
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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