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| Potenza, senza speranze si pensa già alla serie D |
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10/07/2010
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| «Abbiamo predisposto il ricorso che sarà depositato in mattinata ma non ci facciamo illusioni. Purtroppo ancora una volta è mancata la collaborazione della città per poter sperare in un suo accoglimento». L’amministratore unico del Potenza Sport Club, Rocco Galasso, non nasconde il proprio rammarico per l’ennesimo appello andato a vuoto che equivale ad una condanna per la società rossoblù. «La nostra tesi difensiva - ha spiegato - si basa sulla presenza di una fidejussione depositata presso la Lega Pro e di crediti che la società vanta nei confronti della medesima. Dunque, la società sarebbe in grado di onorare gli impegni se questa fidejussione fosse sbloccata in anticipo. Il problema è che, per rafforzare il ricorso e dimostrare la volontà di sanare quando era necessario sarebbe stato opportuno presentare anche la nuova fi dejussione di 200 mila euro e la tassa d’iscrizione. Abbiamo chiesto l’aiuto della città per poter dare queste garanzie anche come semplici sponsorizzazioni per il futuro ma nessuno, ripeto, nessuno si è fatto avanti». Insomma, secondo Galasso, con la collaborazione della città (tradotto in parole spicce se qualcuno avesse anticipato la garanzia economica) il Potenza sarebbe potuto rimanere tra i professionisti o quanto meno avrebbe avuto qualche chance in più. «Ne siamo certi - ha continuato Galasso - come crediamo che comunque il ricorso presentato quanto meno aprirà una discussione seria nella commissione predisposta a discuterlo. Certo dobbiamo anche essere realisti e considerare che ormai su certe regole non si transige. La nostra speranza è quella di ottenere una deroga ma la vedo difficile. Ad ogni modo ci stiamo già attivando per ottenere eventualmente l’iscrizione in serie D. A tal fine ab biamo preferito presentare regolare domanda d’iscrizione entro i termini (scadevano l’8 luglio) anche se avremo avuto un ulteriore periodo di tempo. Quanto meno se non sarà possibile mantenere il professionismo vogliamo ripartire dal massimo campionato dilettante». Speranze quasi zero dopo l’esclusione di mercoledì scorso ma già qualche idea di come affrontare l’immediato futuro. ma il passaggio in serie D sarà così semplice? C’é sempre la debitoria da dover coprire, le garanzie economiche da presentare insomma se non proprio come in Seconda divisione ci va molto vicino. Ma se Postiglione e la Calpel non possono sostenere l’impegno tra i prof, potranno farlo in serie D? Ovvio che sarà necessario mettersi in regola. Ma se salta l’iscrizione cosa accadrà? C’è la possibilità che il sindaco possa formalizzare richiesta di iscrizione per una nuova realtà sportiva (nuova società senza dirigenti di quella vecchia) in se rie D. Gli esempi vicini ci propongono Avellino, Pisa, Lucchese ma si trattava di società di Prima divisione. Per il Potenza è diverso. Un po’ come la Pistoiese la scorsa stagione. I toscani non furono ammessi in D. Perdere due categorie significa iniziare dall’Eccellenza lucana. Una prospettiva che non va scartata a priori. La speranza è che l’attuale situazione di crisi del calcio italiano (otto società sono già saltata ben ventisei sono in bilico) e la necessità di ripescare dalla serie D per completare i quadri della Seconda divisione crei i presupposti per accogliere la domanda di una realtà storica come quella potentina. Con l’attuale società o con quella nuova? Questo è tutto da definire.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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