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Potenza, scorrono i titoli di coda per i rossoblù la fine è vicina

7/07/2010



Siamo ai titoli di coda. Per il Potenza Sport Club la fine è sempre più vicina. Non che qualcuno si facesse illusioni ma la speranza di un accordo in extremis, di un miracolo, non aveva mai abbandonato i tifosi rossoblù. Ma parafrasando una vecchia canzone «non c’è più niente da fare», il miracolo non c’è stato e per il club rossoblù si è spalancato il baratro della non iscrizione e dunque dell’ennesima uscita di scena della sua storia. Tutte le attese erano per l’incontro di lunedì sera tra le parti, che poi vero incontro non è stato perchè il sindaco Santarsiero ha sentito in modo separato prima l’amministratore unico Rocco Galasso e il proprietario del club, Giuseppe Postiglione, e poi i rappresentanti dell’associazione «Il Mio Potenza» insieme con alcuni imprenditori interessati al club. Dal doppio incontro è scaturito una sorta di nulla di fatto che in pratica segna la fine (il tempo per i miracoli ormai è scaduto) delle speranze. «La situaziojne debitoria del club - ha commentato il sindaco - che si evince dalla documentazione portata dalla stessa società rossoblù è decisamente grave nonostante alcuni crediti. Nessuno degli imprenditori con i quali ho preso contatto, una quindicina, ha ritenuto l’operazione fattibile». Insomma i debiti sono la pietra tombale del Potenza. ma a quanto ammontano. Le stime
parlano di oltre 2 milioni (siamo ad una cifra davvero elevata) con crediti, secondo la società di oltre 800 mila euro. Di questi 500 sarebbero riferiti a non meno qualificati «clienti». Ma sono i debiti a fare male. Circa 800 mila riguardano lo stato (Iva 196 mila, Enpals 304 mila, addizionali 225 mila). Circa 500 le mensilità arretrate ai calciatori fino al 30 aprile necessarie per le iscrizioni (salirebbero a 650 fino al 30 giugno). Poi ci sono i fornitori le imposte per il 2009 e 2010 che porterebbero il tutto a circa 800 mila euro. Insomma un «buco» da paura che nessuno ha intenzione di colmare. «La proposta del gruppo di imprenditori - ha continuato il sindaco - era chiara. La cordata era disposta a rilevare il titolo sportivo riconoscendo anche un valore economico (fino a 250 mila euro) e pagando la fidejussione necessaria per iscrivere la squadra in Seconda divisione, ma i debiti dovevano essere di pertinenza dell’attuale proprietà che si sarebbe tenuta anche i crediti vantati.
Ma non c’è stata intesa visto che dall’altra parte si è continuato a dire che con un aiuto (600 mila euro) si sarebbe potuto iscrivere la squadra alla categoria. Insomma è mancata completamente l’intesa tra quanto «Il Mio Potenza» e gli imprenditori locali avrebbero voluto e il pensiero dell’attuale proprietà che come più volte ha ripetuto Galasso sperava in un aiuto delle forze vive della città e non per iscrivere la squadra e poi, in un secondo momento parlare di altro. Cosa accadrà ora? Difficile dirlo. Se Postiglione non deciderà di iscrivere la squadra alla
Seconda divisione sanando da solo l’intera situazione allora bisognerà cercare di rimanere a «galla» magari chiedendo asilo in serie D, o direttamente attraverso l’attuale proprietà (difficile perchè comunque parte dei debiti vanno onorati) o con la mediazione del sindaco che chiederà l’iscrizione alla Lega dilettanti presentando una nuova realtà societaria che possa garantire solidità e un futuro certo al calcio potentino.
Sandro Maiorella
Gazzetta del Mezzogiorno


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