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| Potenza, contatto infruttuoso |
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5/07/2010
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| Il primo contatto ravvicinato non ha dato frutti importanti. Almeno per il momento la situazione rimane bloccata. L’incontro tra l’amministratore unico del Potenza, Rocco Galasso, Generoso Donofrio e altri imprenditori riconducibili all’associazione «Il Mio Potenza» per trovare una soluzione alla crisi della società rossoblù è stato assolutamente interlocutorio. Una sorta di primo assaggio (molto in ritardo) di quello che potrebbe essere l’ulti - mo tentativo di salvataggio del calcio professionistico nel capoluogo lucano. «A dire il vero - ha commentato Galasso - sotto questo aspetto non è che abbia ricevuto riscontro positivi. Mi è sembrato che non ci fosse, almeno da quanto ci siamo detti, la volontà di collaborare per uscire da questa situazione, superare i problemi e mantenere la categoria. C’è si l’idea di prendere in mano il club ma senza necessariamente tentare di rimanere tra i professionisti». Insomma secondo Galasso, la cordata interessata, più che ad un salvataggio del club «mira» a ripartire da un campionato minore. «In questo momento - ha continuato - sarebbe importante unire le forze per difendere la ricchezza rappresentata dalla categoria. Poi in un secondo momento, si potrà pensare anche ad altro con le persone predisposte a farlo. Personalmente il mio compito e quello di fare di tutto perchè La società rimanga nel calcio che conta. Sono stato io a contattare Donofrio e a tenere il con tatto con “Il Mio Potenza” pro - prio per questo motivo». Insomma sembra proprio che gli interessi non perseguono gli stessi obiettivi. Il gruppo locale è pronto a prendere il Potenza se l’attuale proprietà si farà carico dei debiti fino al 30 giugno (sfiorano il milione di euro) avendo anche la possibilità di mantenere i cre diti che afferma di vantare (circa 700 mila euro). L’amministratore del club chiede un sostanzioso aiuto per sanare la situazione, differendo in un secondo momento ogni altra operazione. È qui c’è il «blocco» che si spera possa essere superato in queste ore, magari prima dell’incontro di domani davanti al sindaco Santarsiero.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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