|
|
| Calcio a 5 : weekend di calcio nei campi g.i sport |
|---|
27/06/2010
|
| La stagione sportiva 2009/2010 batte i suoi ultimi colpi prima di cedere il passo a quelle vacanze estive che sanciranno la conclusione di un’annata ricca di avvenimenti e manifestazioni. Il Comitato Regionale della Basilicata continua però a promuovere iniziative molto interessanti e proprio ieri nella sede della FIGC è stato presentato il Primo Trofeo «Michele Andreolo».
Presenti per promuovere questo interessante appuntamento il presidente del Comitato Regionale Pietro Rinaldi, Raimondo Andreolo presidente dell’Associazione Michele Andreolo e figlio del celeberrimo campione e Giuseppe Calì presidente dell’ UPF. Si tratta di un torneo di calcetto che si svolgerà a Potenza all’Impianto G.I. Sport di Angilla Vecchia e vedrà parteciparvi squadre composte da atleti di diverse religioni. Oggi nel pomeriggio a partire dalle ore 16:45 si disputeranno le semifinali. I primi a scendere in campo saranno gli evangelisti contro i cattolici e a seguire toccherà agli islamici contro gli ortodossi. Domani in mattinata a partire dalle 9 si disputeranno le finali e seguirà una premiazione per le compagini partecipanti. Il Torneo è stato intitolato a quel Michele Andreolo, potentino d’ado zione, campione olimpico e mondiale di calcio, forse troppo presto dimenticato e che mai come oggi torna d’attualità in contrapposizione alla disfatta dell’Italia di Lippi in Sud Africa. Durante la presentazione di questo suggestivo torneo ha detto la sua Giuseppe Calì presidente della Universal Peace Federation: «La UPF nasce da molto lontano, fu fondata nel 1999 e vanta importanti collaborazioni con le Nazioni Unite. Proprio le dinamiche intereligiose ci hanno sempre interessato molto da vicino e siamo sicuri che lo sport può essere d’aiuto a migliorare il dialogo tra le varie etnie».
GIUSEPPE ALFANO
Gazzetta del mezzogiorno
|
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |