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| Potenza, ore cruciali per il futuro |
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11/06/2010
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Intanto ieri, in tarda serata, in maniera urgente è stata convocata l’assemblea dei soci del club per definire la questione legata alla semestrale (luglio-dicembre 2009) da presentare alla Co.Vi.Soc entro stasera e necessaria per avviare la procedura di iscrizione al prossimo campionato di seconda divisione. «Si vociferava - ha spiegato Postiglione - che non avessimo la possibilità di ratificare la semestrale inerente la mia gestione, per la costanza del sequestro delle quote. Ho dato mandato ai miei legali di fare un interrogazione urgente al Gip che ha ovviamente dato parere favorevole. Da qui la convocazione urgente dell’assemblea dei soci. Ora non ci sono più scuse. Sarà l'ultimo atto formale della mia gestione». Parole che sanno di addio vero ma per il Potenza l’orizzonte rimane sempre nerissimo. Questo perchè non sembra ci siano interessati al futuro del club. L’incertezza sui conti societari sono uno spauracchio per tutti anche se nessuno sa realmente quale sia la situazione. Dunque, diventa auspicabile, do po la ratifica della semestrale (ne daremo conto nell’edizione di domani) sedersi intorno ad un tavolo per chiarire la situazione per capire quanti sono i debiti del Potenza, quali i crediti vantati dalla società. E bisogna anche farlo in fretta perchè i tempi stringono ed entro il 30 giugno va presentata la documentazione e le garanzie economiche per l’inscrizione al prossimo campionato. Insomma una ventina di giorni per salvare il Potenza da morte certa. Una sorta di corsa contro il tempo della quale tutti, istituzioni comprese, sono a conoscenza. Lo sforzo deve partire dall’alto, ma tutti sono chiamati ad un atto di responsabilità. Postiglione deve, bilanci alla mano, fare chiarezza sullo stato di salute della società, magari risalendo al Palazzo di Città, ma le forze vive del capoluogo non possono rimanere inerti in questo momento. Qualcuno, qualcosa sembra si stia muovendo, ma non è più tempo di tentennamenti.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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