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| Potenza, ancora una fumata nera |
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5/06/2010
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| «Per la semestrale sembra tutto a posto. Abbiamo chiarito ogni dubbio e adesso è passata al vaglio dei consulenti che “incroceranno” i documenti prima dell’approvazione del collegio dei sindaci e del deposito presso la Co.Vi.Soc». È un Postiglione tranquillo quello che ha assistito, rappresentato dall’amministratore della Calpel, Ciro Sabia, all’assemblea dei soci del Potenza Sport Club. Secondo l’ex presidente «le cose si sono svolte senza particolari problemi. Anche le dimissioni dell’amministratore unico Donato Arcieri, sono per il momento rientrate. La relazione ha risposto a tutte le eccezioni del collegio dei sindaci per cui credo che dopo la verifica dei consulenti già martedì sarà ratificata dallo stesso organo collegiale. C’è solo una cosa che mi è dispiaciuto la notizia di una nuova multa di diecimila euro per le dichiarazioni di Capuano dopo Andria-Potenza (il tecnico è stato squalificato per tre mesi più una multa di 2 mila euro) che in questo momento non ci aiuta proprio viste le difficoltà». Insomma secondo Postiglione riscontri positivi riguardo l’assise del club ma anche qualche amarezza .
Leggermente diverso il commento di Arcieri «Semplicemente - ha spiegato - non è stato possibile andare avanti uin assemble e perchè man cando il dissequestro delle azioni non si è potuto procedere alla votazione ne della semestrale ne tanto meno delle mie dimissioni. Dobbiamo aspettare tre, quattro giorni e poi procederemo». Sulla semestrale dunque rimane il mistero e una certa contrarietà tra chi la «vede» già ratificata e chi invece prende tempo. Sta di fatto che entro il 10 giugno la semestrale deve essere depositata presso la Co.Vi.So.C dopo la ratifica da parte del collegio dei sindaci. Diventa fondamentale dunque, che non si perda tempo prezioso se si vuole mantenere il professionismo a Potenza.
SANDRO MAIORELLA |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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