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| Calpel-Narcisi, ieri pomeriggio primo contatto tra le parti |
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29/05/2010
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| Contatto doveva essere e contatto è stato. L’avvocato Francesco Andretta lo aveva anticipato da giorni e ieri pomeriggio il legale della Calpel ha incontrato l’imprenditore di origini lucane Angelo Narcisi per una prima presa di contatto dalla quale potrebbe scaturire anche una trattativa di cessione del club. «Abbiamo parlato della situazione - ha confermato Narcisi - della nuova posizione della proprietà dopo gli ultimi sviluppi giudiziali. Ci siamo presi settantadue ore di tempo per verificare la situazione patrimoniale del club relativamente al monte debiti ma anche ai crediti vantati. In base quanto verrà fuori dalla lettura attenta delle carte contabili del club vedremo se sarà il caso di andare avanti». Due tre giorni di attesa dunque e poi sapremo se tra la Calpel e Narcisi si potrà aprire una vera è propria trattativa. «Bisognerà verificare - ha continuato l’imprenditore residente in Olanda - anche altri aspetti che non sono del tutto
chiari. Si parla di un paio di partite del Potenza sulle quali sta indagando la magistratura. Vedremo anche questa questione come si concluderà. Ne parlerò la prossima settimana con i miei collabo ratori che stanno seguendo la vicenda». C’è comunque la volontà di andare avanti, di verificare l’opportunità di aprire un nuovo ciclo nel capoluogo lucano. «Le potenzialità ci sono - ha concluso Narcisi - e sono enormi. Quello che è mancato fino a questo momento è stata la professionalità . C’è bisogno di un piano sportivo ed industriale per poter garantire stabilità ad una società di calcio. Nel nostro caso abbiamo anche la possibilità di stabilire contatti con diversi club europei chye vogliono far crescere i loro giovani in campionati competitivi. Occasioni da non perdere che possono essere utili alla crescita del Potenza Sport Club». Per saperne di più bisogna solo aspettare qualche giorno.
Sandro Maiorella
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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