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| Santoro all’assalto del Giro di Romagna |
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27/05/2010
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| «Cercherò di perdere meno possibile nella crono iniziale. E poi, all'attacco». Così il lucano Antonio Santoro lancia la sua sfida al 15° Giro delle Pesche Nettarine di Romagna, che verrà battezzato oggi dal cronoprologo di Longiano, provincia di Forlì-Cesena. Si tratta di una delle corse a tappe più importanti per Under 23, nata nel 1996 e vinta, fra gli altri, da gente come Ivan Basso (1998), Riccardo Riccò (2003) e dal neoprofessionista Damiano Caruso (2009). Cinque frazioni, non poche salite anche se nessun arrivo in quota, una buona condizione atletica. Santoro guarda con ottimismo al nuovo esame sulle strade romagnole. «Dovrò difendermi a cronometro - illustra il potentino, classe '89 - e poi sfruttare ogni occasione. È chiaro che il risultato della prima tappa condizionerà la mia condotta nel resto del Giro».
Qual è la frazione che più solletica Santoro? «Dicono che la quinta sia la più dura - risponde lo scalatore della Mastromarco Sensi, una vittoria quest'anno - ma ci proverò anche nella seconda e nella quarta». Nella quinta e ultima tappa si affronteranno due volte il monte Trebbio e il monte Casale, una il Carla e infine lo strappo di Castelraniero, ai 9 km dal traguardo, con una pendenza media del 14%. Nella quarta, da Cotignola a Imola, si affronteranno tre giri del circuito Tre Monti, che ospitò il mondiale del '68 vinto da Vittorio Adorni.
Lo scorso weekend non è stato dei più fortunati per Santoro. Sabato, nella Parma-La Spezia, è caduto all'ultima curva, mentre stava per giocarsi la volata per il quinto posto. Domenica, nella 62ma Coppa Lanciotto Ballerini vinta dal russo Serebryakov, gli si è spezzata la catena della bici. Ma la forma c'è e Santoro è pronto a un Nettarine da protagonista.
ANTONINO PALUMBO
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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