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| L’Angelo Cristofaro piange sulle occasioni sprecate |
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25/05/2010
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| Fino alle 15.59 di domenica in pochi ci avrebbero scommesso. L'Angelo Cristofaro che esce dal campo, sconfitta per 2-1 dalla corazzata siciliana del Noto, piangendo sulle occasioni «gettate»: roba per ottimisti nel Dna. E invece è andata così nella gara di andata del primo turno degli spareggi nazionali per la serie D.
La felicità e la tristezza, a volte, sono divise da pochi centimetri. La lunghezza di una penna bic, di un cordless, di una busta mezzo foglio. La distanza che ha separato i bian coverdi dal gol del pareggio, quando la zampata di D'Amico, il diagonale di Grieco o la sassata di Giganti sono andate di poco fuori dallo specchio della porta. Subito dopo il match, mister Donato Manniello aveva espresso il rammarico per una rosa ristretta che, in assenza di due titolari «pesanti» come Vaccaro e Santopietro, e dell'under Maglione ha condizionato il match, facendo allo stesso tempo i complimenti a chi ha giocato. E replicando con il sorriso a mister Betta del Noto Calcio, secondo cui i propri giocatori si erano trovati a disagio sull'erba sintetica: «Per una squadra tecnicamente forte, questo tappeto è il massimo. Non credo siano stati penalizzati, anzi», ha commentato Manniello. La partita fra lucani e siciliani è stata un distillato di emozioni. Prima sugli spalti: 700 persone, al Comunale non s'erano mai viste. Poi in campo. Al 4' il gol di Giampiero Leone. Poi l'occasionissima per Antonello... «Che peccato, avessi segnato il 2-0 sarebbe stata un'altra partita. Anche nel secondo tempo dovevamo essere più concreti: chi avrebbe pensato di creare tante occasioni?» ha commentato il numero 8 (per l'occasione: di solito ha il 4) dell'Angelo Cristofaro. Minuto maledetto, il 12, visto che un'ora più tardi, è stato Gerardo Giganti ad imprecare. Fra un mani non visto del suo avversario e una mezza gamba tesa, l'esterno destro biancoverde è finito nel soggiorno del portiere Aglianò... «Non mi aspettavo di trovarmi lì. Ho tirato senza pensare – si rammarica Giganti – ed è stato evidente che non sono abituato a quelle situazioni. Mi sono reso conto di quello che avevo combinato solo quando sono arrivato a centrocampo, sul successivo rinvio».
Fra gli ultimi ad arrendersi, Canio Provenzale, un ragazzo umile ma tosto, che ha trovato posto nel giorno più importante. «È un motivo d'orgoglio giocare da titolare dall'inizio – le sue parole - in uno spareggio nazionale. Certe emozioni si possono provare solo in un campo di calcio, a lottare per i colori del proprio paese». Il migliore di tutti, però, è stato Giampiero Leone, un gol e numeri d'alta scuola. «Sono contento di aver fatto una buona prestazione, anche se l'ho capito solo dai complimenti dei compagni e dei tifosi dopo la partita. In Sicilia proveremo a capovolgere la storia, ma sappiamo che tutti dovremo dare il 110 per cento».
ANTONINO PALUMBO
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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