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| ESCLUSIVO: UNA GIORNATA CON LO SPECIAL ONE |
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19/05/2010
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| Nell’aria tersa di Milano non si sono ancora completamente spenti gli echi dei festeggiamenti per la conquista del sudatissimo quanto strameritato scudetto numero 18 che i confermati campioni d’ Italia tornano a lavoro.
Alla Pinetina, già di buon mattino, sono numerosi i tifosi ad attendere l’arrivo dei calciatori,per salutarli ancora una volta e tributare loro,dopo il bagno di folla e di affetto nella magica notte di domenica a Piazza Duomo, tutti i residui sensi di gratitudine.
Un grande scudetto tricolore e un gigantesco 18 all’ingresso dell’impianto salutano tutti. Tra bandiere sventolanti al fresco venticello mattutino,striscioni vari, una folla composta di ammiratori, tra cui tante donne con bambini a seguito, rigorosamente vestiti di nerazzurro,accoglie con cori da stadio ,e proprio il caso di dirlo,l’arrivo alla spicciolata dei giocatori che, contenti dell’accoglienza,rallentano la marcia delle loro possenti macchine,per lo più con i vetri oscurati per il comprensibile disappunto di tutti, e rispondono visibilmente commossi all’abbraccio degli inguaribili cacciatori di foto ricordo ed autografi.
Oggi è anche l’UEFA Media Open Day riservato alla stampa, per la presentazione ufficiale della finale di Champion di sabato prossimo.
La Siritide non poteva non esserci tra i 250 giornalisti ed operatori TV giunti da tutto il mondo,richiamati dall’importante avvenimento mediatico, per fornire ai propri “lettori” la cronaca di una giornata che segna l’inizio della settimana decisiva e cruciale per la definitiva consacrazione dell’Inter sul tetto d’Europa,dopo più di quarantacinque anni di astinenza.
Alle 11, i giocatori,tutti,occupano il campo centrale per una seduta defaticante. Zanetti, Milito, Etoo e compagni sgambettano sorridenti e scherzosi e dai loro volti sembrano già spariti i segni dell’euforia della vittoria di domenica: si ricomincia daccapo,come se nulla fosse successo e si pensa già a Madrid.
Dura poco più di un’ora l’allegra sgambatura, perché non si può far attendere la stampa impaziente e già schierata nella mix zone.
E’ il capitano Zanetti ad offrirsi in pasto ai famelici microfoni e telecamere in agguato. Ha il viso di un bambino felice ed è grande la sua disponibilità
La prima domanda è quasi scontata.
Vi sentite ancora in festa o già i vostri pensieri sono altrove?
Anche se avremmo tutto i diritto di “sentirci ancora in festa”,da seri professionisti siamo già concentrati sul prossimo impegno,perché siamo stati preparati dal nostro allenatore ad affrontarli singolarmente con la massima determinazione.
Danno per certo che Mou abbia deciso di lasciare l’Inter a fin stagione,con la vostra forza non potreste convincerlo a rimanere?
Non è detto che ci lasci,anche se si parla tanto e anche troppo di questo. Per noi è stato ed è come un vero fratello maggiore, cui ci siamo affezionati e con cui siamo cresciuti come gruppo ben amalgamato e,pertanto,se dovesse andare via ci farebbe veramente un gran dispiacere. Vorremmo tanto dirgli di non lasciarci,ma questo rientra nella sua sfera personale e noi non possiamo interferire nelle sue decisioni. Comunque vadano le cose,noi ci riteniamo orgogliosi di aver lavorato con un uomo bravo,sensibile e molto preparato ed i risultai si sono visti. In ognuno di noi ha lasciato un segno particolare che porteremo sempre nei nostri cuori. Ma,come tutti i tifosi, spero che rimanga.
Zanetti,la gioia per lo scudetto,non è stata,per te, offuscata dalla tua esclusione dalla nazionale argentina? Non sei arrabbiato con Maradona?
Certamente non mi ha fatto piacere,ma non mi va di commentare le decisioni del mister.
E’ la volta di Cambiasso. Tirato a lucido come se fosse il primo giorno di allenamento,è a nostra disposizione seppur per poco.
Con che animo torni a Madrid, la città dove hai giocato? Pensi ad una specie di rivincita personale?
No,non ho nessuna rivincita da prendermi. Madrid ed il Real fanno, parte della mia vita,visto che ci sono stato per quattordici anno e qualcosa mi è rimasto dentro. Adesso, niente rimpianti e penso solo a dare i massimo per una partita che voglio vincere e dedicare a tutti,compresi i miei estimatori madrileni.
Adotterete tattiche particolari?
Certo che lo faremo,ma le prepareremo non spiati da voi.
L’insistenza dei cronisti è tanta, ma il rigido protocollo ben studiato dal capo ufficio stampa Viganò non consente altre domande, perché tutti o quasi i giornalisti presenti possano farne almeno una.
Sono le tredici, l’appuntamento con Mou è per le quattordici,nella sala conferenze.
L’atmosfera si rasserena dopo tanta attesa e contribuisce a ciò anche la breve pausa “culinaria” che ci permette di rifocillarci. Niente di particolare:ottime torte di mele e soffici e saporite pizzette ,con succhi di frutta vari e buon caffè.( Speriamo che Moratti,a Coppa vinta, rimedi e ci inviti al Melià per una vera e suntuosa cena).
Puntuale come le vittorie della sua Inter, entra lo Special One, salutato da un nostro meritato applauso,al quale risponde con un largo sorriso, prodromo di una conferenza stampa serena e niente affatto polemica.
Precedenza ai colleghi stranieri,per ovvi motivi di ospitalità.
Mister,il fatto che lei abbia lavorato,come assistente, con Van Gaal e quindi conoscendolo bene,può facilitare la preparazione della partita?
- Sì ho lavorato come assistente con Van Gaal e durante quel periodo ho avuto modo imparare bene il mio mestiere e di questo gliene sarò sempre grato e ,nonostante non abbia con lui rapporti molto stretti per comprensibili motivi,ho sempre il piacere di salutarlo con brevi SMS, che vogliono anche significargli la mia riconoscenza. Da allora è passato troppo tempo ed ognuno ha intrapreso il suo cammino tecnico in modo assai differente,con successi meritati, ma posso affermare che non è sulla passata frequentazione che baserò l’impostazione della partita.
Van Gaal si è detto preoccupato dell’arbitro,quale è il suo pensiero?
Non so quali siano i motivi di questa sua preoccupazione. Io non voglio fare nessuna polemica ,ma tutti in Italia ricordano bene la partita contro la Fiorentina e tanti altri episodi in diverse circostanze. Io adesso mi preoccupo solo del vulcano che erutta cenere e che,forse,potrà condizionare la nostra preparazione. Se continua così,infatti,saremo costretti ad anticipare la partenza già al massimo giovedì e sarebbe un grande inconveniente per noi. Io sono abituato a preparare le partite in casa mia,nel mio ambiente,con la mia gente,ciò che consente di arrivare agli appuntamenti importanti al massimo della condizione fisica e psicologica. Solo così si possono giocare grandi incontri,come abbiamo fatto contro il Chelsea prima ed il Barcellona dopo,anche in dieci, per l’ingiusta espulsione di Diego Motta,provocata ad arte dall’avversario. Mi dispiace non averlo in campo perché lui ha già giocato una finale di Champion ed ha quindi l’esperienza giusta. D’altro canto, anche il Bayern ha un’ assenza importante che pareggia,in un certo senso,il conto.
Mister, poco fa Zanetti ha detto che farebbe di tutto per trattenerla all’Inter, almeno un altro anno,dimostrando grande affetto. Questo lo lascia indifferente?
Tutt’altro. Mi commuove questa grande stima del capitano,ma io ribadisco,una volta per tutte, che non sono l’allenatore del Real Madrid. Sarebbe un grave affronto per la Società,per i tifosi tutti. Io sono dell’Inter ed il mio principale pensiero è portarla alla conquista della Coppa che manca da tantissimo tempo. Io devo tutto,a pari merito, ai giocatori che con il loro comportamento e la loro professionalità mi hanno aiutato a diventare ancora più bravo; alla Società da cui ho avuto tutto ed a cui ho dato tutto. Se parlassi di ingaggi e di soldi non sarebbe corretto,perché provo quasi vergogna di quanto guadagno,considerando l’attuale situazione economica generale. Non è legata alla moneta la mia permanenza all’Inter. Assolutamente, credetemi,non ho ancora deciso niente,perché sono concentrato sulla partita.
Ma può dipendere la sua decisione dall’esito della gara?
Non credo e lo ribadisco. Comunque vada sabato sera,mi prenderò qualche giorno di riflessione per decidere serenamente con la mia famiglia il da farsi e sarà una decisione serena che meriterà,una volta presa,ilo massimo rispetto.
Ammesso che vada via, quali suggerimenti darebbe a Moratti circa le caratteristiche del suo eventuale successore?
Ammesso e non concesso che ciò accada ,non mi permetterei mai di dare suggerimenti al dottor Moratti,come penso non ne abbia avuti quando ha scelto il sottoscritto. Del resto,ha uno staff tecnico molto preparato e di cui è fiero.
Perché la chiamano Special One?
Non lo so di preciso. Sarà perché ci metto sempre tanta passione ed impegno nel mio lavoro,perché mi piace fare le cose sempre al massimo e farlo anche curando i rapporti umani che per me, cattolico,sono di vitale importanza e per questo ringrazio Dio che mi ha dato anche tanta felicità per quello che faccio.
Maradona ha escluso dalla Nazionale giocatori fortissimi come Zanetti e Cambiasso. Cosa ne pensa?
Mi dispiace per i miei giocatori per cui tifo fortemente quando giocano in nazionale,ma non posso giudicare le scelte di Maradona,come lui non ha mai giudicato le mie.
Mister- è la mia domanda- torniamo alla partita di sabato che mi sembra sia stata persa di vista. Contro il Barcellona ha eretto una difesa che, simile al Mose della Laguna veneta, si è opposto alle ondate,per la verità lente e prevedibili dei catalani, in modo compatto. Contro i tedeschi che cercheranno di sfondare come panzer a testa bassa e con gioco rasoterra assai veloce, direttamente al centro della difesa,ha pensato o sta pensando ad un muro più “agile “?
Pausa,sorriso,risposta.
Era ora che si parlasse anche dalla partita. E’ chiaro che conosciamo bene il gioco offensivo dei tedeschi. Certamente prepareremo le giuste contromosse per contrastare il loro modo di attaccare assai diverso da quello del Barcellona. Lavoreremo in questo senso ma non è il momento di svelare i nostri segreti,
Mister,il presidente della Federazione Italiana ed il Palazzo in genere hanno dichiarato che tiferanno per la vittoria dell’Inter che permetterebbe all’Italia di avere un ottimo rating in Europa e poi perché è una squadra italiana. Cosa ne pensa?
Cosa vuole che pensi. Si commenta da sé. Del resto è risaputo che in Italia,c’è sempre qualcuno che tifa contro anche in queste occasioni e c’è poco da meravigliarsi, Questo è i mondo del calcio,purtroppo. Consentitemi,in conclusione,di ringraziarvi della pazienza che avete avuto nei miei confronti,anche se talvolta ci sono state piccole incomprensioni tra noi. Ringraziamenti vanno alla Società tutta, dal primo all’ultimo impiegato ed ai meravigliosi tifosi interisti che mi hanno capito con fatica,ma che ora mi considerano uno di loro.
Il tempo è finito. Il paziente Paolo Viganò si scusa con noi per dover portare via Mou,ma le grandi televisioni lo attendono per altre interviste a cui l’allenatore più chiacchierato del momento si sottopone con pazienza ed educazione e sfoderando anche un ottimo italiano imparato grazie alla preparazione da parte del professore Miraglia,originario di Chiaromonte ,che lo ha avuto come brillante alunno prima del suo trasferimento all’Inter.
Il caldo sole si avvia al tramonto tra i pini che si apprestano a salutare un’altra grande squadra nerazzurra impegnata in un’impresa che tutti si augurano sia vittoriosa, non solo per il bene del calcio italiano.
Anche noi lasciamo il Centro Sportivo “Angelo Moratti”,con tante belle sensazioni in mente,perché al freddo raziocinio professionale,via via si va sostituendo la passione mai tradita per la Beneamata.
Ci avviamo in macchina verso Milano, mentre diamo un’ultima occhiata,negli specchietti, al gigantesco scudetto tricolore ed al magico 18 disegnati all’ingresso,con una felice,comprensibile sensazione: tra essi appare,come per incanto,una luccicante Coppa con le orecchie. E’ il desiderio del popolo nerazzurro cui non si può negare di sognare,dopo tutto è solo questione di qualche giorno.
GIOVANNI LABANCA
sotto, l'autografo di Mourinho
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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