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| Destinati a «morire» Galigani conferma il rischio iscrizione |
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12/05/2010
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| La situazione è più difficile di quanto si potesse pensare. Il rischio di ritrovarsi ancora una volta tra i dilettanti una eventualità non così remota. La conferma arriva direttamente dal direttore generale del Potenza, Vittorio Galigani, che nella tarda mattinata di ieri ha incontrato il sindaco del capoluogo, Vito santarsiero per rappresentargli la situazione attuale del club e chidere un suo intervento immediato. «Purtroppo - ha commentato il dirigente potentino - il sindaco mi ha confermato che nel capoluogo i suoi sondaggi sono stati tutti negativi., Nessuno, ripeto ancora per essere chiaro, nessuno è interessato a rilevare il club. Gli ho chiesto di allargare la ricerca al resto del territorio provinciale nella speranza che qualcuno abbia a cuore la sorte del club che rischia l’esclusione dal professionismo per 450 mila euro da raccogliere entro fine giugno».
Insomma oggi come oggi siamo vicini al dramma sportivo. «In effetti è così - ha continuato il direttore generale rossoblù. Ho chiarito con il sindaco la questione debitoria del club anche per far capire che non ci sono sorprese nascoste. Il Potenza ha circa un milione e duecento mila euro di debiti con lo stato tra Irpef, Iva, Inps, Enpals dal 2007 ad oggi. Erano un milione e 30 mila al 30 dicembre più sei mesi a 30 mila euro fanno altri 180 mila. A questi vanno aggiunti altri 150 mila con i privatti cioè i fornitori, alberghi, ristorante e altro. Va comunque considerato che la società avanza circa 180 mila euro come saldo attivo della campagna di trasferimento dell’estate scorsa più altri 100 mila tra mutualità e diritti Radio e tv. Insomma alla resa dei conti il debito è di poco superiore al milione. Va comunque ribadito che subito servono 450 mila euro il resto può essere dilazionato».
Niente sorprese dunque, anche perchè Galigani è pronto a dare conto da subito sui bilanci della società. «È tutto ben testimoniato - ha aggiunto - non c’è nulla da nascondere. Da dicembre in poi abbiamo abbattuto i conti facendo una gestione snella che ci ha aiutato a chiudere la stagione. Io fino a fine mese sarò qui pronto a dare il mio contributo. Poi probabilmente andrò via. Fino ad allora lavorero per lasciare in vita il Potenza. Ho già detto che di tasca mia sono pronto a mettere 5 mila euro per aiutare il club. Altrettanto è pronto a fare Donato Arcieri. Servono alrtre novantotto persone che seguano l’esempio. Anche la nostra sede (ieri è stata staccata la luce ma sembra una cosa momentanea) può diventare una sorta di centro di raccolta. Non di soldi, quelli li metteremo insieme dopo ma di adesioni. Abbiamo venti giorni per fare qualcosa mentre cerchiamo tutti, me compreso chi possa poi prendere in mano la gestione del club. Aggiungo che non ci sono preclusioni per lavorare insieme al “Il Mio Potenza” e unire le nostre forze». Non una provocazione, ma un piano di salvataggio in attesa di una risposta. «Ho parlato personalmente con Tarricone - ha concluso Galigani - ma mi ha detto di non avere tempo per seguire una società sportiva. Anche il contatto di fuori regione si è tirato indietro impaurito dalle voci sul Potenza, su presunte implicazioni in altre parte compresa quella di Cosenza. Voci assolutamente prive di senso che ci fanno solo del male. Insomma siamo soli ma 450 mila euro sono una cifra che si può raggiungere per ripartire». A questo punto chi può, chi ama questi colori, chi vuole il bene del calcio potentino non può e non deve tirarsi indietro.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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