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| Serie D, il derby dei nomi va ai pugliesi: i danni e le beffe |
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27/03/2010
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| Una partita cominciata male e finita male, della quale possiamo salvare sicuramente la bellissima rimonta degli ospiti nonostante un doppio vantaggio arrivato nel primo tempo come una doccia fredda di due rigori consecutivi. Dal derby dei nomi tra Francavilla Fontana e Francavilla sul Sinni, il primo (in casa) esce vittorioso ma il secondo conferma che, nonostante un’espulsione che lo lascia in 10 uomini praticamente per tutta la partita e nonostante due ammonizioni che si trasformeranno in un piatto dal sapore amaro di due assenze importanti per la prossima gara casalinga, il record dei punti, gli ormai 6 anni in serie D fino ad oggi ad un passo da play-off, non sono stati di certo un regalo della fortuna.
Ma passiamo alla cronaca.
Una partita in salita, si diceva: i rossoblu nei primi 10 minuti subiscono due calci di rigore. Il primo per fallo di Gioia, in vantaggio sul pallone ma tradito forse da un rimpallo male interpretato, che viene espulso; il secondo, dopo un paio di minuti, per fallo di Verdesca. E’ il 2 a 0 dei padroni di casa.
Il Francavilla sul Sinni ha l’impeto giusto per rimontare. Lo fa prima con il capitano Del Prete, su un cross di Chisena, per l’1 a 0.I rossoblu respirano e si portano in avanti. Il fantasista si supera, attraversa praticamente da solo mezzo campo e segna il goal del pareggio. Finisce così il primo tempo.
Nella ripresa il terzo goal arriva per una svista degli ospiti, che mettono erroneamente la palla al centro e, presmibilmente subiscono il vantaggio proprio con un autogol. Del Prete esce per infortunio e la panchina rossoblu, impossibilitata ad effettuare un’altra sostituzione, è costretta a mantenere in campo solo 9 uomini.
Al danno la beffa: Del Prete e Chisena vengono ammoniti per protesta dopo il terzo goal. Salteranno la partita contro la Forza e Coraggio.
Quando pensi che sia finita, qualcuno cantava, è allora che comincia la salita.
Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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