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Potenza, la Corte federale rincara la dose per Capuano

13/03/2010



Tutta colpa di quel ricorso… temerario. L’allenatore del Potenza, Eziolino Capuano, si è visto aumentare da due a tre giornate la squalifica inflittagli dal giudice sportivo, dopo la partita casalinga con la Virtus Lanciano. Il tecnico era stato fermato perché «per l’intero arco della gara inveiva verso i tesserati della squadra avversaria e protestava per le decisioni arbitrali, reiterando espressioni blasfeme». A far propendere la Corte di Giustizia Figc per l’aumento della pena sarebbero stati i precedenti provvedimenti ricevuti da Capuano. L’organo federale ha parlato di «temerarietà del ricorso». L’allenatore rossublu, invece, ha preferito evitare commenti caustici, limitandosi a dire: «È una decisione che si commenta da sé, ma ormai ne ho vissute di tutti i colori. Si sa come va, quando c’è di mezzo Potenza». E pensare che c’è chi viene scagionato tirando in ballo lo «zio» o un tal Diaz, grazie all’esperta di labiale. «Buffon disse di aver nominato lo zio - chiude Capuano - io invece dico che sì, posso aver bestemmiato e mi dispiace, ma un ulteriore turno di squalifica non riesco a digerirlo». «Un fulmine a ciel sereno» per il direttore generale del Potenza, Vittorio Galigani. «Temerarietà del ricorso vuol dire che praticamente non avremmo dovuto presentarlo. Ma a questo punto non diciamo più niente: meglio stare zitti».
Nell’immediato orizzonte per il Potenza c’è il Taranto. Per più di qualcuno, oltre a Capuano, si tratta di un amarcord. Uno degli ex più freschi è il 20enne Beniamino Iraci, che dell’aria dello Jonio non ha però un bel ricordo. «Con il Taranto è come se mi fossi solo allenato – spiega l’esterno palermitano, due presenze in Puglia – visto che non mi hanno praticamente mai dato l’opportunità di mettermi in mostra. Non mi sento un ex, ma per me è una sfida che avrà il sapore della rivincita». A Potenza, invece, Iraci il suo spazio lo sta avendo. Per lui e per la squadra, dopo il 2-0 ottenuto a Cosenza, è un momento positivo. Da sfruttare. «Tre punti fuori casa ci mancavano da un po’ di tempo, ci voleva una vittoria – aggiunge Iraci – sia per il morale, sia per la classifica. Più di un successo ci è sfumato dopo il novantesimo, portarne a casa uno dà una carica e consapevolezza nei propri mezzi. Personalmente mi sto trovando bene, in una società ancora vivissima e tutt’altro che propensa a credersi spacciata». Non sentendosi un ex, domenica se segna esulterà? «Lo farei comunque, anche contro una squadra dove mi son trovato bene. Il gol è la cosa più bella per un giocatore, perché uno non dovrebbe festeggiarlo?» è il pensiero di Iraci. Provare per credere.

Antonino Palumbo
la gazzetta del mezzogiorno


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