|
|
| Calcio: gli ultrasinni indiscussi protagonisti |
|---|
8/08/2008
|
| FRANCAVILLA in SINNI – Con la nuova avventura che si appresta a vivere la società sinnica nel campionato di serie D, si movimenta un po’ tutta la cittadinanza francavillese. Dopo la presentazione che si è tenuta l’altra sera, nella villa comunale, davanti a migliaia di persone, adesso si comincia a programmare la stagione che a breve prenderà inizio. In tutto questo, non può di certo mancare l’apporto dei tifosi, o meglio dire il raggruppamento “ultrasinni”, storico gruppo ultrà della tifoseria rossoblu, alla quale, è dedicato un blog seguito da tutti i tifosi sparsi per il mondo, addirittura molte le visite dall’Argentina, in particolare da Buenos Aires. L’artefice di questo blog, (www.francavillesi.tk) è un francavillese doc, Rocco Amorosi, ultras del Francavilla fin dai primi anni '90, cresciuto nel gruppo Pallummella, Uragano Rossoblù e Il Branco, uno dei tre fondatori della Brigata Veleno nel 1995, promotore e capo supporters del Vecchio Settore '95 (nato nel 2005) che ha supportato in tutte le partite la squadra nello storico anno della promozione in serie D. I gruppi storici del tifo quali "URB '80", "Ultras Pallummella" e "Hoolligans" sono la guida principale del tifo francavillese ovunque la squadra giochi. In qualche anno il fenomeno ultras a Francavilla diventa gruppo di appartenenza e prende forma grazie anche ai molti giovani che si impegnano attivamente ad organizzare il tifo. Dai gruppi storici sopra citati, nascono vari gruppetti che si affiancano man mano negli anni. Tra questi "Il Branco" che è formato da tante nuove leve che poi negli anni saranno parte attiva del tifo francavillese. All’interno del blog, oltre alle molteplici notizie che riguardano tutti i settori storici della tifoseria, anche numerose foto che rappresentano tutta la storia di questo glorioso gruppo ultrà.
Claudio Sole |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |