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Serie D: Cupparo (pres. Francavilla): ‘Salvezza prima possibile e poi...’

13/09/2018



Il Francavilla sta per iniziare il suo quattordicesimo campionato consecutivo in Serie D, ne abbiamo parlato con il presidente Antonio Cupparo cui abbiamo chiesto, in particolare, le impressioni sul mercato dei sinnici, sul girone H e quale sia l’obiettivo da raggiungere.
Presidente, qual è l’obiettivo che vi siete prefissati?
Tutti gli anni ripeto, e non lo faccio per nascondermi o per fare pretattica ma perché è il nostro reale pensiero, che il nostro primo obiettivo da raggiungere è sempre la permanenza nella categoria. Ma vogliamo arrivarci in maniera diversa rispetto agli ultimi due anni, nel senso che vogliamo ottenerla il prima possibile perché, se ci riusciamo, possiamo passare allo step successivo: ossia fissare altri traguardi e cercare di centrarli. Anche perché, in questo modo potremmo provarci in maniera più distesa e con quella tranquillità e disinvoltura derivanti dall’avere già in tasca l’obiettivo minimo. Per cui, partire bene significherebbe arrivare quanto prima alla salvezza per poi provare a pensare anche ad altro. Tuttavia, considerando che siamo ad inizio stagione e alla luce di quanto accaduto nelle ultime due, preferisco non soffermarmi su obiettivi diversi dalla permanenza nella categoria. Riuscirci sarebbe comunque un gran risultato, perché sarebbe la quattordicesima volta consecutiva e, conseguentemente, ci permetterebbe di iscriverci al quindicesimo campionato consecutivo di Serie D.

La stagione per voi non è cominciata nel migliore dei modi per l’eliminazione dalla Coppa Italia. Dopo quella sconfitta si è sentito più deluso o arrabbiato?
Mi sono sentito sia deluso che amareggiato. Ciò che mi aveva più fatto arrabbiare, e lo avevo dichiarato anche a caldo nell’immediato dopo – gara, era l’idea che sarebbe bastato operare prima qualche cambio per dare respiro ad alcuni giocatori che erano più stanchi in quanto al 24 agosto i carichi della preparazione si facevano sentire sulle gambe. Così facendo avremmo sicuramente superato il turno perché eravamo in vantaggio per 2 a 1 in casa, e avevamo avuto anche la possibilità di arrotondare ulteriormente il punteggio a nostro favore. Ma non lo abbiamo fatto sbagliando più volte e poi abbiamo commesso errori che, ribadisco, secondo me sono dipesi dalla stanchezza. Il Rotonda è stato bravo ad approfittarne, ma con l’inserimento in campo al momento giusto di elementi freschi sarebbe stato diverso. Ricordo però che avevamo tre calciatori fermi in attesa del transfert che guardavano la gara dalla tribuna e non c’era ancora Di Senso, ma questa non vuole essere assolutamente una giustificazione perché anche gli avversari avevano delle assenze. Comunque, il rammarico più grande resta quello di non aver gestito bene le forze ed essere arrivati stanchi all’ultimo quarto d’ora, che poi ci è stato fatale perché praticamente abbiamo fatto sia i gol nostri che quelli del Rotonda.

È soddisfatto della campagna acquisti? Partendo dal presupposto che non avrete più Volpicelli, a suo avviso siete migliorati rispetto allo scorso anno?
Sono moderatamente soddisfatto e ottimista, poi sarà il campo a dirci se le nostre impressioni sono correte oppure abbiamo dato un giudizio sbagliato. Rispetto al passato l’unica incognita potrebbe essere rappresentata dal forte rinnovamento della rosa. Abbiamo cambiato tanto soprattutto a centrocampo e in attacco, dove abbiamo operato delle modifiche sostanziali, mentre in difesa abbiamo mantenuto l’ossatura della scorsa stagione confermando tre centrali su quattro: anche se De gol praticamente non ha mai giocato, Di Giorgio è arrivato a dicembre e Pagano lo abbiamo avuto a singhiozzo per via del brutto infortunio occorsogli l’anno precedente che lo ha un attimino condizionato anche se, dopo averlo visto all’opera sabato con il Rende, sembra che abbia superato i problemi. Abbiamo confermato anche il portiere Albigini. Ma diciamo che prima di esprimere giudizi definitivi è opportuno vedere come “gira la giostra”.

Il vostro mercato in entrata è chiuso?
Sì. Per garantire al mister un’alternativa in più, nei giorni scorsi abbiamo tesserato un portiere classe 2000 preso in prestito dal Taranto: e con lui abbiamo chiuso. Abbiamo un organico composto da 26 calciatori, adesso starà a Lazic capire durante la settimana quali siano quelli che stanno meglio e chi schierare e chi no.

Secondo tutti gli osservatori, lo scorso anno il girone H è stato quello più difficile: pensa possa valere anche per quest’anno? E in ottica salvezza quali saranno gli avversari con cui ve la dovrete vedere?
Il girone H non è stato il più difficile solamente lo scorso anno, ma è stato sempre il più complicato e lo era anche quando abbiamo raggiunto i play – off (stagione 2015/16, ndr). Quell’anno ricordo che fummo preceduti dalla Virtus Francavilla e dal Taranto, e dietro di noi arrivò una corazzata come il Nardò nella quale sedeva in panchina un certo Malcore che mi pare che in Serie B qualche gol lo stia facendo. C’era anche il Fondi: un’altra grande squadra che chiuse al quinto posto in classifica. Eppure anche allora si parlava di un girone di livello basso, ma a me non parve affatto così. Il girone H è sempre un girone difficile, dove anche le squadre che lottano per salvarsi hanno quel “quid” in più che crea difficoltà a qualsiasi compagine anche se di categoria superiore. Ad esempio, nonostante sulla carta sembrino più deboli, posso garantire che si fa molta più fatica ad affrontare squadre come il Gragnano o la Sarnese che, anche se composte da giovani giocatori, sono ben allenate e lottano dal primo all’ultimo minuto, piuttosto che altre ritenute delle corazzate. Poi, soprattutto quest’anno, ci troveremo di fronte società che con questa categoria c’entrano poco o nulla e mi riferisco al Taranto, all’Andria ed al Cerignola che sono fortissime. Inoltre, per tradizione, le pugliesi e le campane sono sempre avversarie toste e se magari all’inizio dell’anno possono apparire un po’ più indietro come organico poi, avendo a disposizione un bacino di riferimento molto più ampio delle altre, nel mercato di dicembre riescono sempre a sopperire a qualche mancanza. Senza dimenticare il Picerno che, a detta del suo direttore generale, ha come obiettivo minimo i play – off. Insomma, stiamo parlando di un raggruppamento nel quale per salvarsi bisogna avere una squadra di altissimo livello: quindi per me è il più difficile in assoluto.

Gianfranco Aurilio
lasiritide.it




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