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| Ciclismo: Pozzovivo punta a entrare nell’élite del Ciclismo d’Italia |
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8/05/2008
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| «Mi auguro di vincere una tappa».
DOMENICO Pozzovivo è pronto ad entrare tra i grandi del ciclismo. Testimonial lucanodella disciplina da quando è diventato professionista nel 2005. Il Giro d'Itali ha ufficializzato la lista dei corridori partecipanti alla 91/esima edizione della corsa rosa, nell'ordine di arrivo delle liste dei 22 team invitati. Nel quadro completo figura per il terzo anno di fila Domenico Pozzovivo: unico lucano in gara. Nato a Policoro (ma è di Montalbano Jonico) il 30 novembre dell'82, Domenico Pozzovivo è alla terza esperienza al Giro D'Italia. Dopo un diciottesimo posto sulle Cime di Lavaredo e il quattordicesimo nella Scalenghe- Briancon dell'anno scorso, a quasi ventisei anni, il corridore lucano della Csf Group-Navigare, che avrà sulla maglia il numero 69, è pronto alla nuova avventura che ha preparato sulle strade lucane, dove ha perfezionato la preparazione fino a ieri e oggi partirà per la Sicilia dove domani sarà presentata ufficialmente la kermesse del Giro D'Italia e saranno perfezionate le varie operazioni di natura burocratica. E' papà Leonardo a rispondere al telefono. «E' appena tornato a casa dopo l'allenamento e sta facendo la doccia». Pochi minuti e Domenico, con il suo accento un po' nordista e un po' no, è pronto a rispondere a fotografare la vigilia della kermesse, le ambizioni e il suo stato di forma. «Sto bene- afferma Pozzovivo, al rientro dopo l'allenamento e prima del pranzo-ed arrivo all'appuntamento in condizioni ottimali. Anche dal punto di vista morale va bene, perché l'ottima gara in Trentino mi ha caricato e sono cosciente di essere all'inizio di una stagione importante per la mia carriera. E' la terza partecipazione ed è chiaro che mi attendo qualcosa in più». Cosa si attende e cosa farai da grande? «Diciamo che mi aspetto di poter centrare un traguardo di tappa, ma anche la classifica generale è importante. Spero di consacrarmi già quest'anno e ho lavorato per questo traguardo ». Cosa si attende da Pozzovivo, diciassettesimo in classifica generale l'anno scorso, la rinnovata Csf in questo Giro d'Italia? «L'anno scorso la squadra ha fatto bene e speriamo di migliorarci. Sella, undicesimo l'anno scorso, è l'elemento di punta ed è una squadra che vuole animare la corsa ». Un percorso che non esalta le doti di scalatore di Domenico Pozzovivo? «Diciamo che le prime dieci tappe sono definibile alla Bettini, invece dal 18 maggio in poi si comincia a salire e fino al 24 maggio ci sono le tappe che mi riguardano più da vicino per via delle mie caratteristiche». Quindi, rimandato il sogno di vincere una tappa in Basilicata? «Arriviamo a Contursi e partiamo da Potenza verso Peschici e non ci sono arrivi quest'anno, ma spero che i miei corregionali mi sosterranno e sarà certamente uno sprono in più per fare bene in questa avventura». Hai abituato i lucani a interessarsi di Pozzovivo, ma anche il movimento ciclistioco di Basilicata è in crescita grazie alle tue gesta sportive a bordo della tua bici? «E' vero, ho dato e sto vedendo che c'è qualcosa di importante come talenti che sta emergendo e questo non può che farmi felice. E' un peso in meno non essere il primo e il solo, ma finora credo di averlo portato bene da solo». E' un Pozzovivo più maturo quello che si presenta al Giro e non parliamo solo d'età o esperienza? «Sì. Sono pronto a questa avventura e sono migliorato parecchio nella fase della gestione delle gare». Perché dove aveva carenze Pozzovivo? «Un pizzico dio intraprendenza in più non guasta. Per uno leggero come me, nelle discese è normale che non c'è una spinta data dal peso e per migliorare in questa carenza ho lavorato parecchio ottenendo ottimi risultati, perché nelle gare in discesa qualcosa la perdevo in termini di tempi». La famiglia ti sarà vicina come sempre? «Mamma Rosanna e papà Leonardo saranno presenti a Contursi e Potenza e a Milano alla conclusione e forse in Abruzzo. Personalmente sono in discesa anche per il traguardo della laurea in Economia aziendale che dovei conseguire per fine anno. Diciamo che è un momento importante per me in tutti i sensi e io mi attendo parecchio da questa stagione. Sono certo che tutti i mei corregionali mi saranno vicini e sospingeranno la mia bici nei momenti più delicati e pesanti che ci sono. Ricordo il freddo delle tappe di montagna e in quelle occasioni si pensa a tante cose ed in particolare a quello che la gente si attende da te e sono cosciente che quest'anno una vittoria di tappa sarebbe un traguardo che tutti i lucani sognano di mettere in bacheca. Spero di non deluderli, anzi il contrario. Ci credo, perché mi sono preparato bene e se posso esprimermi in termini scolastici ero da sei all'inizio tre anni fa, ora mi giudico da otto» Per Domenico Pozzovivo è maturo il tempo di raccogliere ed è la giusta contropartita ed una semina fatta di sacrifici e tanti bocconi amari che un ragazzo di Montalbano Jonico ha dovuto ingoiare, per ritagliarsi uno spazio da protagonista nel panorama ciclistico nazionale. Pozzovivo ha nelle gambe la forza di un emigrante lucano nel Nord Italia consapevole di non potersi permettere pause nel pedalare nella scalata più importante della sua carriera.
Il Quotidiano della Basilicata
Renato Carpentieri |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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