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| Ciclismo: Cancellara, no al Giro Andrà alle Olimpiadi |
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8/05/2008
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| Papà Donato: «Ci dispiace molto».
PECHINO in cambio del Giro. Fabian Cancellara ha scelto di non partecipare alla 91esima edizione del Giro d’Italia. L’ufficialità è giunta nella giornata di lunedì quando le squadre hanno consegnato la lista ufficiale dei propri corridori per effettuare l’assegnazione dei numeri di pettorina. La Csc lascia, quindi, l’el - vetico di origini lucane a casa. Salta così la possibilità di vedere il cronoman in terra lucana. Lo stesso Cancellara, dopo la vittoria della Tirreno-Adriatica aveva espresso il desiderio di partecipare al Giro per abbracciare parenti e sostenitori della Basilicata visto che la famiglia Cancellara ha le sue origini proprio ad Atella. In occasione della vittoria della Milano-Sanremo, quando i genitori hanno seguito da Atella la vittoria del ciclista elvetico-lucano, papà Donato espresse il desiderio di vedere il figlio Fabian correre questo Giro d’Italia visto che quest’an - no è in programma anche la tappa di Potenza. Oggi però, quando in calendario per Fabian c’è il Giro di Svizzera, il Tour de France e le Olimpiadi di Pechino, papà Donato si rammarica un po’ al telefono con il Quotidiano: «Speravamo che Fabian prendesse parte al Giro d’Italia, ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Il ciclismo per lui è un lavoro e deve fare il meglio per ottenere il massimo dei risultati. Ovviamente per i nostri parenti in Basilicata e per tutti i tifosi che nostro figlio ha nella nostra terra d’origine ci dispiace molto, ma in calendario ha altri appuntamenti. Saremmo stati orgogliosi di cedere Fabian correre al Giro, ma i suoi sostenitori lo seguiranno anche negli altri appuntamenti che ha in calendario ». Dunque, niente Giro per Cancellara, ma con la sua partecipazione alle Olimpiadi di Pechino, Fabian porterà un pizzico di Basilicata in Cina.
Il Quotidiano della Basilicata
Antonio Mutasci |
CRONACA
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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