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| Ciclismo: Pozzovivo vola sulle montagne |
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27/04/2008
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| Giro del Trentino.
TRENTINO ALTO ADIGE - Stefano Garzelli ha vinto la quarta e ultima tappa del 32° Giro del Trentino, 178,6 chilometri da Lavarone a Pejo Fonti (arrivo in salita). In Trentino, però, c’è stato un lucano che ha messo in mostra, ancora una volta, tutto il suo valore. Si tratta di Domenico Pozzovivo, Montalbanese doc che ha accarezzato a lungo il sogno di conquistare la vittoria di tappa, che ha poi dovuto cedere nel finale al più esperto avversario, Garzelli. Il varesino dell’Ac - qua&Sapone-Mokambo, 34 anni, ha preceduto Fortunato Baliani e Emanuele Sella, entrambi della Csf Group-Navigare. Quarto Soler (Col, Barloworld) poi Ratti e Pozzovivo, 8° Simoni, più indietro Di Luca che ha lavorato per Golcer (poi 13°) prima di staccarsi. Vincenzo Nibali, 10° al traguardo staccato di 6", si è aggiudicato la corsa con 15" sullo stesso Garzelli e 31" su Pozzovivo. Nell’albo d’oro succede a Damiano Cunego. LA CRONACA - Le prime due ore di corsa vanno via veloci: quasi 44 di media. Dopo 3 chilometri allungano Commesso (Preti Mangimi), Blain (Cofidis) e Giordani (Flaminia): sul passo della Mendola, prima asperità di giornata, i primi due perdono contatto e resta davanti solo il romano. In discesa, al suo inseguimento radio-corsa segnala per un po' Paolo Bettini: per il campione del Mondo - che staserà alle 21.45 da Bergamo salirà su un volo per il Belgio - altre prove tecniche di Liegi-Bastogne-Liegi. L’azione di Giordani, durata 150 km, si esaurisce sulla salita finale (dura soltanto negli ultimi tre chilometri): dal gruppo esce Bosisio (Lpr), ma si arrende ai meno tre. Allora tentano il contropiede Francesco Masciarelli e Pozzovivo, quest’ultimo ben piazzato anche nella generale: il leader Nibali controlla. Pozzovivo in ogni caso è l’ultimo ad arrendersi: da dietro rinviene Garzelli che va a cogliere il bis del successo della seconda tappa. Peccato, dunque, per il portacolori della Basilicata Domenico Pozzovivo sche sfiora l’impresa in Trentino.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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