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| Golf: un tuffo nella storia grazie al golf |
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24/04/2008
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| Metaponto e Riva dei Tessali ospitano i 121 atleti provenienti da 14 nazioni differenti. Le Tavole Palatine fanno da sfondo all’Open di Puglia e Basilicata.
Uno scenario suggestivo per uno sport nobile. E’ questo il menù dell’Open di Puglia e Basilicata che questa settimana caratterizzerà la vita di Metaponto e Riva dei Tessali. L’evento, a cui sono iscritti 121 golfisti, provenienti da 14 nazioni differenti, non ha ricadute meramente sportive. L’occasione è propizia anche per uno “spot” per la nostra terra. Infatti la carovana della kermesse del green travolgerà la fascia jonica con notevoli ritorni anche dal punto di vista economico. L’intera macchina turistica prenderà il via, come in un warm-up dell’intera stagione estiva. E’ qui che entrano in gioco le Tavole Palatine. L’intera area archeologica del metapontino si giocherà le sue carte in un momento cruciale della crescita della regione Basilicata, ed in particolar modo della fascia jonica. Un evento di questa portata può certamente tirare la volata all’intera vita economica dell’area. Ecco perchè L’Open di Puglia e Basilicata diventa uno sponsor a livello turistico. Oltre a giocatori della nostra Italia ci saranno atleti provenienti da Francia, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Inghilterra, Spagna, Marocco, Olanda, Paraguay, Portogallo, Svizzera, Stati Uniti e Venezuela. Una visibilità a livello planetario per Metaponto e per il resto della regione. Perchè sarà facile raggiungere Matera per visitare i Sassi, o “scendere” a Policoro per visitare il Museo Nazionale della Siritide, che custodisce i resti dell'antica città di Siris-Heraclea. In più c’è l’opportunità di sfruttare anche la ribalta televisiva, dato che le date dell’Italian Pro Tour vengono trasmesse sulla piattaforma satellitare di Sky. Menù ricco, quindi, per effettuare un tuffo nella storia grazie al golf di Metaponto e Riva dei Tessali.
Il Quotidiano della Basilicata
Antonio Mutasci |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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